LO SFOGO DEL SINDACO: IO NON MI DIMETTO (video)

Di Masci annuncia la fine dell’esperienza della giunta tecnica ma il sindaco punta i piedi, risponde subito che non si dimetterà, sebbene la consiliatura sia appesa ad un filo, quello dell’illusione di una maggioranza che non c’è più, né tecnica nè politica. Questo in sintesi è quanto accaduto oggi pomeriggio nell’ultima seduta dell’anno del Consiglio comunale, che ha vissuto momenti di alta tensione. Chiamata a prendere atto che la maggioranza non esiste più il sindaco ha fatto appello al patto con la città, stretto nel 2016 con la sua elezione, ottenuta con il risultato straordinario di quasi settemila voti. Eppure se la maggioranza non esiste più, paradossalmente la minoranza non si decide a ricorrere né alla mozione di sfiducia, né alle firme per decretare la fine dell’amministrazione comunale. Si gioca al cerino acceso che passa di mano in mano, fin quando uno dei protagonisti in campo resterà con le mani ustionate e dovrà mollare. Di Masci e i suoi chiedono al sindaco la convocazione di un’apposita seduta consiliare, che decida o per la nascita di una nuova maggioranza, ipotesi al momento altamente improbabile o per la sola constatazione del decesso dell’esperienza politico-amministrativa del 2016. Il sindaco, elencando uno ad uno i risultati ottenuti e i progetti in cantiere, fa orecchie da mercante, grida contro il presidente del consiglio comunale, Katia Di Marzio, che le ricorda di aver superato i tempi regolamentari del suo intervento, perde la pazienza e urla “vergognatevi” contro il presidente, che la invita alla calma. Casini con il suo sfogo, dai toni inusuali, fa intendere che vende cara la pelle, evitando di finire lei per prima sulla graticola. Nel mezzo di questo gioco al rimpallo delle responsabilità la seduta consiliare si consuma e trascina in aspre polemiche tra quei pochi consiglieri di maggioranza che restano in aula, come Ramunno, Di Rocco e D’Antino mentre altri preferiscono “scomparire” o darsi assenti, come Santilli, Amori, D’Amico ed i gruppi di  minoranza che invocano solo la presa d’atto di una crisi senza sbocchi  restando però “alla finestra”. La crisi è aperta ma Casini al timone di una navicella che fa acqua sfida la tempesta e tenta di continuare la navigazione. “Io non mi dimetto, sia chiaro a tutti”, afferma il sindaco  alzando la voce, concludendo il suo discorso. Di Masci scandisce i tempi della crisi, ricordando che entro il 21 febbraio il consiglio comunale va sciolto per andare a nuove elezioni in primavera. Il sindaco continua però a sperare di evitare il naufragio e di trovare nel mare sempre più agitato della crisi nuove scialuppe di salvataggio.