IL PREMIO CAPOGRASSI TORNERA’ NEL 2020

Entro il 2020 Sulmona potrebbe riavere il Premio Capograssi tra i suoi eventi culturali più rilevanti, dopo un’assenza che dura già da tre anni. Lo ha annunciato questa mattina l’avvocato Lando Sciuba, presidente della sede abruzzese della Fondazione Capograssi, nel corso del convegno dedicato al pensiero del filosofo e giurista sulmonese e all’impegno dei cattolici in politica. Una personalità come Giuseppe Capograssi sembra dimenticata da tempo dalla città. Nel 2017 il Premio è tornato per cadere di nuovo subito dopo nel dimenticatoio. Non possono conservare la memoria di un giurista e filosofo tra i più importanti nel Novecento europeo soltanto un busto, una piazza, un ponte ed una scuola a lui intitolati. “Stiamo lavorando a questo obiettivo – ha spiegato Sciuba – intendiamo come sede abruzzese della fondazione intitolata al nostro illustre concittadino recuperare questo evento culturale, elaborando un programma di iniziative”. In proposito si stanno anche cercando le risorse indispensabili perché il Premio Capograssi possa svolgersi ogni anno in piena autonomia finanziaria, così da non far dipendere più le sue sorti dall’incertezza di fondi pubblici. Nel convegno, svoltosi nell’auditorium del Centro Pastorale Diocesano, autorevoli studiosi come Fabrizio Politi, professore di diritto costituzionale nell’Università dell’Aquila, Biagio De Giovanni,  professore emerito della Università l’Orientale di Napoli, Fabrizio Marinelli, dell’Università dell’Aquila, Paolo Ridola e di Giovanni Bachelet entrambi dell’Università “La Sapienza” di Roma, si sono soffermati sul pensiero capograssiano, indicando il giurista tra i promotori della Costituzione repubblicana e della dottrina politica dei cattolici. “Con il codice di Camaldoli, al quale ha dato un contributo fondamentale Capograssi ha creato l’impalcatura della dottrina dei cattolici impegnati in politica” ha sottolineato Sciuba. Riguardo all’attualità Sciuba ha poi rimarcato che “se i cattolici vogliono, sacrificando i loro immediati interessi, possono creare un nuovo partito d’ispirazione cristiana”. “Le possibilità di successo di questo progetto politico sono legate alla rinunzia a sogni di revanscismo di persone che sono state emarginate dalla vita politica – ha concluso Sciuba – ed ora collocati in una posizione di non immediata visibilità in campo politico-amministrativo”. Dunque partito d’ispirazione cristiana si ma senza nostalgie di personaggi del passato.



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