CHIESTO PROCESSO PER OMICIDIO STRADALE PER IL CUOCO CHE TRAVOLSE E UCCISE IL CARABINIERE ANZINI

Omicidio stradale: questa l’ipotesi di reato formulata dalla Procura della Repubblica di Bergamo per la tragedia avvenuta nella notte tra il 16 e 17 giugno scorsi, a Terno d’Isola, quando l’appuntato dei carabinieri, Emanuele Anzini, di Sulmona, venne travolto e ucciso in un posto di blocco dall’auto guidata da Matteo Colombi Manzi, trentaquattrenne cuoco di Sotto il Monte. Nei giorni scorsi il Pm Raffaella Latorraca ha concluso le indagini sul caso, chiedendo il rinvio a giudizio del cuoco per il reato di omicidio stradale, aggravato dalla guida in stato di ebbrezza, dalla fuga e dall’omissione di soccorso. Secondo la ricostruzione dei fatti di quella tragica notte, il cuoco di Sotto il Monte, che aveva riottenuto la patente di guida solo da tre mesi, dopo che gli era stata sospesa per guida in stato di ebbrezza, al termine di una serata trascorsi in eccessi era al volante della sua Audi 3. Ad un posto di blocco l’appuntato dei carabinieri Anzini gli aveva intimato l’alt. Colombi, che nel dicembre precedente era stato denunciato per omissione di soccorso dopo essere fuggito da un incidente avuto con una donna, aveva continuato la sua corsa e senza nemmeno frenare aveva travolto l’appuntato dei carabinieri, uccidendolo. Anzini, trascinato per alcuni metri, venne lasciato privo di vita sull’asfalto, davanti al collega esterrefatto e sconvolto dalla terribile scena. Il giorno dopo l’appuntato avrebbe compiuto 42 anni.