MANCA IL BRACCIALETTO ELETTRONICO E LA MARINILLI È COSTRETTA ANCORA IN CARCERE

Manca il braccialetto elettronico ed è costretta  a restare ancora in carcere. Incredibile ma vero, anche se non è la prima volta che succede, quello che sta capitando a Daniela Marinilli, la sulmonese di 35 anni coinvolta nella cosiddetta vicenda della droga nel garage che ha portato al recupero di 1 chilo e mezzo di cocaina e di 14 chili di hashish da parte della guardia di finanza. La giovane infatti, su disposizione del tribunale del Riesame doveva uscire dal carcere giovedì scorso ma con al polso il braccialetto elettronico. Marinilli infatti è considerata testimone e protagonista chiave della vicenda e i giudici aquilani per tenerla costantemente sotto controllo e seguirne tutti gli spostamenti hanno aggiunto alla detenzione domiciliare che dovrà scontare in una struttura di Cocullo di proprietà della sorella, l’ulteriore misura cautelare del braccialetto elettronico che però è attualmente indisponibile. Un fatto che ha costretto la giovane a un periodo di detenzione suppletivo. “Aspetterò fino ad oggi e se non mi daranno la disponibilità del braccialetto elettronico presenterò istanza di scarcerazione al gip del tribunale di Sulmona”, tuona il legale della Marinilli, l’avvocato Alberto Paolini, particolarmente contrariato dalla vicenda. Intanto restano ai domiciliari gli altri tre protagonisti coinvolti nella vicenda: i sulmonesi Armando Di Pietro e Guido Petrarca e il romano Adriano Esposito. Mentre é ancora uccel di bosco Massimiliano Le Donne attualmente ricercato in tutta Europa.

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