TRUFFA ALLA REGIONE, PROCESSO PER L’EX MANAGER DELLE TERME DI RAIANO

La prima udienza del processo che vede sul banco degli imputati l’imprenditore campano Gianfranco Melillo, originario della provincia di Salerno, è fissata per il prossimo 17 marzo 2020. Melillo è accusato di falso in atto pubblico e truffa aggravata ai danni della Regione. Il rinvio a giudizio per il legale rappresentante dell’ex Resort di Raiano è stato deciso dal gup Giuseppe Ferruccio, questa mattina. La pronuncia di questa mattina s’inserisce in un altro procedimento penale che vede imputato lo stesso imprenditore campano, per l’assunzione di una dipendente alle terme di Raiano, che sarebbe avvenuta ad insaputa della stessa interessata. L’avvocato Daniele Di Bartolo, che assiste Melillo, chiederà l’unificazione dei due procedimenti davanti al giudice monocratico nell’udienza del marzo prossimo che riguarda le “assunzioni fantasma”. Secondo le accuse, nel 2012, la Direzione politiche attive del Lavoro della Regione Abruzzo predisponeva un progetto Pofse Abruzzo 2007-2013 “Lavorare in Abruzzo 3” attivando un servizio pubblico per l’accesso agli incentivi ai datori di lavoro o alle imprese finalizzati all’incremento dell’occupazione. Dalle indagini è emerso che nel gennaio del 2013 il legale rappresentante di due società inviava due domande di partecipazione per l’assunzione a tempo indeterminato di 15 lavoratori full time per ciascuna società, avanzando relativa richiesta di finanziamento. Le terme avrebbero ottenuto fondi per 400mila euro. L’analisi del progetto evidenziava come tali assunzioni dovevano essere effettuate, pena la decadenza, entro sessanta giorni dalla comunicazione di ammissione al finanziamento, che avveniva nel marzo del 2014. Dalle indagini sarebbe stato accertato che fino a settembre 2014 nessuna delle trenta persone indicate nella richiesta di finanziamento era stata assunta e che nell’aprile 2015 risultavano assunti solo tre giovani in una delle due società e 4 nell’altra. L’imprenditore ha respinto le accuse, sostenendo che l’erogazione del contributo era subordinato alla concessione della fideussione.



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