FURBETTI DEL CARTELLINO, QUATTRO DIPENDENTI SI OPPONGONO ALL’ARCHIVIAZIONE

Per loro il pubblico ministero aveva chiesto l’archiviazione, perché il reato compiuto era di lieve entità. Una richiesta che tecnicamente viene catalogata con l’articolo 131 bis del codice penale, che non scagiona del tutto gli indagati impedendogli eventuali ricorsi e richieste risarcitorie. Per questo motivo quattro dipendenti comunali, Antonella Di Placido, Giulio De Santis, Maurizia Di Massa e Ivana Sfronsone, hanno fatto opposizione alla richiesta di archiviazione così formulata, chiedendo di essere scagionati con formula piena. I quattro dipendenti del Comune erano finiti sotto inchiesta insieme ad altre quarantacinque persone, una nel frattempo deceduta, per assenteismo, la cosiddetta inchiesta delle Fiamme gialle sui “furbetti del cartellino”. Altri quindici dipendenti comunali, per i quali era stata formulata la stessa richiesta, hanno preferito non presentare ricorso. Il giudice per le indagini preliminari Marco Billi si è riservato una settimana di tempo per decidere se accogliere la richiesta dei quattro scagionandoli in maniera totale oppure se lasciare tutto così com’è. Tuttavia i quattro insieme a tutti gli altri indagati, per i quali il Pm ha richiesto l’archiviazione, per un totale di 39 persone, non è detto che escano definitivamente dalla vicenda giudiziaria. Nel caso in cui il Gip Marco Billi dovesse ravvisare nei comportamenti dei dipendenti delle situazioni penalmente rilevanti potrebbe anche decidere di rinviare tutti o solo una parte dei 39 dipendenti davanti al Pubblico ministero, formulando per ognuno l’eventuale capo di imputazione.



Il tuo commento