LICEO CLASSICO, SEDE STORICA CHIUSA DA DIECI ANNI E MEZZO E TORNA LA PROTESTA DEI CITTADINI-SANDWICH (video)

Gli uomini sandwich sono tornati questa mattina in piazza, a dieci anni e mezzo dalla chiusura del Liceo classico Ovidio, subito dopo il terremoto dell’Aquila. La sede storica del liceo resta chiusa e nei giorni scorsi Comune e Soprintendenza si sono di nuovo incontrati per definire gli ultimi dettagli del progetto esecutivo. Dettagli di non poco conto, perché riguardano l’importo complessivo dei lavori che si aggira sui 700mila euro. Nei loro cartelli ex dirigenti scolastici, insegnanti ed altri cittadini, non ultimi ex assessori comunali, hanno ricordato il lunghissimo tempo trascorso inutilmente, nella successione di quattro sindaci e quattro presidenti di Provincia. L’edificio di piazza XX Settembre intanto cade a pezzi, tra lesioni, umidità, muffe, erbacce. All’interno i segni del degrado appaiono in corridoi, aule, laboratori, biblioteca. Mentre studenti, docenti e restante personale scolastico sono condannati a vagare da un edificio all’altro. Ma i manifestanti non hanno dimenticato altri edifici che attendono lavori di messa in sicurezza, come l’Istituto tecnico De Nino-Morandi, trasferito da cinque anni a Pratola Peligna e le scuole elementari Di Stefano e Lombardo-Radice. Insomma è emergenza scolastica, quasi assoluta. “Reagiamo” hanno scritto sui loro cartelli i cittadini-sandwich schierandosi sui gradini della sede storica del Liceo Ovidio per stigmatizzare ancora una volta la lentezza e le inerzie che hanno provocato lo stato di emergenza. 



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