LICENZIAMENTI S.RAFFAELE, SINDACATI: CONSIGLIO COMUNALE CON VERI’

Un consiglio comunale in seduta straordinaria sulla vertenza dei lavoratori della Casa di cura S.Raffaele di Sulmona. A chiederlo sono Cgil, Cisl e Cil  rilanciando l’allarme sulla situazione della clinica che torna drammatica. L’azienda ha riattivato infatti la procedura di licenziamento per 11 lavoratori (infermieri, operatori socio sanitari, ausiliari e fisioterapisti) per le problematiche riguardanti le prestazioni sanitarie della riabilitazione spinale per le quali la Regione Abruzzo non ha adeguato il budget economico per il 2019. Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno contestato i licenziamenti ed hanno chiesto all’azienda il loro ritiro immediato dichiarando la mobilitazione di lavoratrici e lavoratori della clinica sulmonese. “La riabilitazione spinale è una eccellenza sanitaria, unica in Abruzzo, che la San Raffaele assicura in regime di accreditamento con il servizio sanitario pubblico con 25 posti letto che vengono occupati anche da pazienti che vengono a curarsi da fuori regione, generando introiti finanziari per la Regione Abruzzo – precisano i sindacati – per questo riteniamo indispensabile il mantenimento dei livelli occupazionali e ricorreremo a tutte le azioni di lotta a tutela del lavoro e di un servizio sanitario importantissimo per il territorio in considerazione dell’alta professionalità posseduta dai lavoratori e dalla specificità che l’unità spinale rappresenta per l’intero sistema sanitario regionale”.  Cgil, Cisl e Uil chiedono al sindaco Annamaria Casini, la convocazione urgente di un Consiglio comunale straordinario alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì e dei consiglieri regionali del territorio “al fine di affrontare e trovare soluzioni alla “vertenza San Raffaele” e per la salvaguardia dell’occupazione”. “Perdere ancora posti di lavoro e servizi sanitari importanti significa dare un colpo definitivo al tessuto economico e sociale di Sulmona e della Valle Peligna relegando il nostro territorio a fanalino di coda nel contesto regionale” concludono i sindacati. 



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