ORSO UCCISO A PETTORANO, NUOVO PROCESSO IN CORTE D’APPELLO

Torna in Corte d’Appello all’Aquila, il prossimo 29 ottobre, il caso dell’orso “fucilato” alle spalle a Pettorano nel settembre del 2014 dopo che l’associazione Salviamo l’Orso la Lega Antivivisezione e il Wwf hanno impugnato la sentenza di assoluzione emessa dal Tribunale di Sulmona, nell’aprile dell’anno scorso, nel processo ad Antonio Centofanti, imputato dell’uccisione del plantigrado. “La decisione della Procura generale che aveva accolto la richiesta delle associazioni nel maggio 2018, aveva confermato che i nostri dubbi nei confronti della sentenza , rinforzati dalla lettura delle motivazioni, erano quantomeno fondati” sottolinea Stefano Orlandini, dell’associazione Salviamo l’Orso. “A distanza di più di cinque anni dall’uccisione del giovane orso, a Pettorano, grazie all’opera dell’amministrazione comunale, della Riserva del Monte Genzana – Alto Gizio, e di Salviamo l’Orso l’atmosfera è profondamente cambiata e la convivenza con l’orso oggi è resa più facile e possibile da un’incessante opera di prevenzione dei conflitti attraverso l’educazione, la disseminazione delle buone pratiche e l’installazione di recinti e porte anti intrusione nei pollai e negli orti dei Pettoranesi – aggiunge Orlandini – di questo siamo da una parte felici e dall’altra orgogliosi di aver contribuito a questo risultato….alla creazione di una vera “Bear Smart Community” la prima di altre che stiamo promuovendo in Abruzzo e Molise. “Dal processo prossimo venturo non ci aspettiamo nient’altro che una giusta condanna dell’imputato, non mesi di galera, ma solo l’applicazione della legge che vieta l’uccisione di un animale protetto da leggi nazionali ed europee, simbolo della nostra regione e che mai si è reso pericoloso per l’uomo, men che mai a Pettorano nell’autunno del 2014, quando colpito da una scarica di pallettoni mentre si allontanava dal pollaio in cui era entrato, moriva poco dopo al termine di una straziante agonia – conclude – Che sia una multa , un’ammenda, il ritiro definitivo del porto d’arma da caccia o un giorno di reclusione con la condizionale non ci importa …ma che sia una condanna”.



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