“A VOLO DI POIANA”, DA UNA STORIA VERA IL PRIMO ROMANZO DEL POPOLESE BONIFACIO DAMIANI

“A volo di poiana” è un romanzo ambientato in terra d’Abruzzo e tratto da una storia vera. Autore dell’opera è Bonifacio Damiani, ingegnere di Popoli, già dirigente del settore Cave della Regione Abruzzo, ora alla sua prima esperienza da scrittore. Spionaggio a Malta, lo sterminio della flotta italiana a Taranto, l’ingegnosa battaglia partigiana contro una divisione SS, nell’Appennino centrale, sono i temi tra guerra e amore trattati nel romanzo e che vedono coinvolti quattro abruzzesi. La storia si dipana dalle vicende drammatiche succedute all’armistizio dell’otto settembre 1943 del governo Badoglio, fino al periodo della ritirata dei tedeschi dalla linea Gustav alla linea Gotica. I personaggi sono soldati in fuga per la salvezza, uniti da vincoli di fratellanza, ma lontani tra loro e dalla famiglia d’origine, abitante a Popoli. Il volume è pubblicato dall’editore Aletti, con sede a Guidonia. Avevo in animo di dedicarmi a quest’opera letteraria dacché, studente presso il liceo classico Ovidio di Sulmona, ascoltavo i racconti dei miei genitori e zii coinvolti in quelle vicende, fatte di situazioni drammatiche e atti eroici.” sottolinea l’autore.“L’occasione però si è manifestata solo quando, arrivato all’età della quiescenza, ho avuto molto tempo a disposizione” precisa. Il romanzo si compone di un prologo, il primo bombardamento subito dal Comune di Popoli il 10 gennaio del 1944, e della successiva narrazione di cronache riguardanti i protagonisti. Quel giorno funesto un bombardiere alleato scaricò i suoi ordigni esplosivi sull’abitato di Via Mazzini, dopo che una femmina di poiana spiraleggiò nel cielo, stridendo a lungo. Una preghiera si elevò, come il volo del rapace, da una signora in raccoglimento davanti al camino e con il nipotino sulle ginocchia. Offre la sua vita al Signore in cambio della salvezza dei suoi figli in guerra.  Una bomba coglie in pieno quella casa, distruggendone in un attimo struttura ed occupanti, tranne la figlia ed il marito della donna, sbalzati, per lo spostamento d’aria, dalla terrazza, dove si trovavano, sul tetto di un edificio confinante. La signora orante era mia nonna materna.” Conclude l’autore, non senza una punta di orgoglio, “E da quel momento la storia vera di quattro soldati in guerra, viene raccontata minuziosamente, tra azioni di spionaggio, intermezzi sentimentali, scontri tra partigiani e forze nazifasciste, fino alla fine del conflitto. Il teatro d’azione è molto esteso: Malta, Albania, golfo di Taranto e i colossi dell’Appennino, dove si compie una estenuante fuga per la salvezza tra battaglie e ideologie a confronto.  Il libro, con le sue 448 pagine, non garantisce una lettura leggera, ma di sicuro risulterà avvincente. L’autore è ricorso all’anagramma di nomi e località quando tra le vicende si è reso indispensabile un sia pur sottile collegamento fantastico.