NUOVE TENSIONI IN MAGGIORANZA, SINDACO ASSENTE DAL CONSIGLIO COMUNALE

Tira aria di nuove tensioni, da autunno “caldo”, per la maggioranza di palazzo San Francesco. Nel vertice preconsiliare di ieri mattina sul nodo riguardante i rapporti tra Comune e Cogesa si è accesa una discussione tra il sindaco Annamaria Casini e il consigliere Andrea Ramunno. L’oggetto della discussione sarebbe stata la proposta di un ordine del giorno, da votare in aula. Una proposta respinta dal sindaco e attorno alla quale la tensione si è inaspettatamente alzata. Questa mattina ufficialmente per motivi di salute il sindaco non si è presentata in Consiglio comunale. Tra i consiglieri di maggioranza mezze ammissioni e qualche bisbiglio fuori dell’aula sulla polemica che ha segnato il vertice di maggioranza, tentando tutti di gettare acqua sul fuoco. Intanto nei banchi di maggioranza ha fatto il suo esordio in aula Claudia Fauci, che ha preso il posto del dimissionario Fabio Ranalli. Al suo posto da vice presidente dell’assemblea è stato eletto l’inossidabile Di Masci, con 14 voti e due schede bianche. In un primo tempo si era ipotizzata la candidatura alla vice presidenza per Debora D’Amico ma il regolamento non ha permesso questa candidatura perché D’Amico è stata eletta nello stesso raggruppamento di liste del presidente Katia Di Marzio. Non è stato facile invece prendere posto in aula per il consigliere Roberta Salvati, che da febbraio scorso non aveva più partecipato alle sedute consiliari. Bruno Di Masci, appena entrato in aula, ha obiettato che il consigliere non avrebbe potuto sedere nei banchi accanto al suo gruppo. Per dirimere la controversia insorta, prima ancora che la seduta si aprisse, è stato necessario attendere una riunione urgente dell’Ufficio di presidenza del Consiglio che ha stabilito un posto provvisorio per Salvati, accanto a Francesco Perrotta. Intanto, da parte sua, Salvati, come indispensabile atto preliminare, ha dichiarato il proprio passaggio in opposizione. Ben più importanti sono state le discussioni su debiti fuori bilancio e bilancio consolidato del Comune e delle società partecipate Cogesa e Saca.  Per i debiti  fuori bilancio, le casse comunali dovranno tirare fuori circa 50mila euro, per due contenziosi. Il primo per l’assegnazione di un alloggio Ater negata ingiustamente e riconosciuta invece da due sentenze del Tribunale e della Corte d’Appello. Per questo contenzioso, risalente al 2004 e nel quale il Comune è stato soccombente, bisognerà pagare la somma di 36mila euro al cittadino che ha intentato causa. Il secondo contenzioso ha riguardato invece un alloggio parcheggio occupato abusivamente. Il Comune ha prima intimato lo sfratto all’inquilino abusivo e poi annullato l’atto in autotutela. Intanto il contenzioso avviato ha visto soccombente ancora il Comune che per effetto di due pronunce di Tribunale e Corte d’Appello è stato condannato a pagare le spese processuali per 10mila 322 euro. In proposito i consiglieri Elisabetta Bianchi e Fabio Pingue hanno puntato il dito sulle troppe spese che il Comune, per le sue “cause perse”, continua a sostenere, invocando una più attenta opera di prevenzione in materia giudiziaria. Altro capitolo che ha acceso tensioni è stato quello del bilancio consolidato. In questo caso all’attacco è andato soprattutto Mauro Tirabassi, accusando Cogesa di poste improprie fissate nel bilancio con crediti svalutati. Pronta la replica dell’assessore alle partecipate, Stefano Mariani, che ha ricordato come quel bilancio sia stato validato dal vaglio di società di revisione e collegio dei revisori dei conti, sebbene con le criticità che lo stesso assessore ha esposto. Pingue però ha puntato l’attenzione su questioni in sospeso, come l’affidamento della gestione in house e dei rapporti da rendere più chiari tra Cogesa e Comune.

 

 



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