RUBA CORRENTE NELLA MACELLERIA, IL GIUDICE LO ASSOLVE E CONDANNA LA MOGLIE

Teneva i frigoriferi e tutte le macchine elettriche della sua macelleria attaccate direttamente ai fili dell’Enel evitando così  di pagare le bollette della corrente. Uno stratagemma che gli ha fatto risparmiare un pò di soldi ma che lo ha fatto finire sotto processo insieme alla moglie proprietaria dell’attività. Cristian Di Cioccio e Natascia Nasturzi, entrambi residenti a Sulmona, difesi dall’avvocato Alessandro Tucci, sono comparsi ieri davanti al giudice per pagare il conto non con l’Enel pari a 710 euro, ma con la giustizia. E alla fine del dibattimento il giudice Concetta Buccini ha condannato solo la donna, a un anno di carcere e 200 euro di multa, con l’accusa di furto aggravato mandando assolto il marito in quanto non proprietario dell’attività ma solo gestore. Una sentenza favorita anche dalle dichiarazioni della Nasturzi che davanti al giudice ha confermato di essere l’unica proprietaria della macelleria, che  il marito gestiva in qualità di macellaio. I fatti fanno riferimento al 2014 quando l’Enel si accorse che nella macelleria di piazza Garibaldi non si consumava energia elettrica pur con l’attività regolarmente aperta. Subito sono scattati i controlli che hanno portato a scoprire  che nella macelleria era stato staccato il contatore con i fili elettrici attaccati direttamente alla fonte dell’Enel.

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