SEQUESTRO DROGA A SULMONA, LA VERITÀ NEL TELEFONINO E NEL COMPUTER DELL’ECONOMO DEL COMUNE

Si stringe il cerchio attorno ai destinatari del grande quantitativo di droga sequestrato dalla guardia di finanza nel garage dell’economo del Comune. Dopo le rivelazioni di Armando Di Pietro che hanno portato gli inquirenti su un gruppo di persone tra le quali alcuni professionisti di Sulmona, gli uomini della guardia di finanza stanno verificando l’attendibilità delle dichiarazioni dell’arrestato. E lo stanno facendo controllando i telefonini e i computer sequestrati insieme al chilo e mezzo di cocaina e ai 14 chili di hashish nel garage dell’economo del Comune. Dati che saranno confrontati con quello che ha detto Armando Di Pietro nelle dichiarazioni rilasciate al giudice per le indagini preliminari Daniele Sodani, durante l’interrogatorio di garanzia. Dichiarazioni talmente circostanziate che avrebbero portato il sostituto procuratore Stefano Iafolla a chiedere al giudice una ordinanza di custodia cautelare nei confronti del  principale sospettato. Dal controllo dei telefonini infatti sarebbero venuti fuori alcuni numeri telefonici che sarebbero compatibili con le persone indicate da Di Pietro come i possibili destinatari del consistente quantitativo di sostanza stupefacente sequestrato dai finanziari che si aggira su un valore di mercato di 500 mila euro. Nel frattempo è attesa anche per oggi la decisione del gip, Sodani sia sulla convalida dell’arresto, sia sulla conferma della misura cautelare adottata nei confronti dei due arrestati: l’impiegato del Comune  Armando Di Pietro e il romano, Adriano Esposito, il “cavallo” che dalla Capitale è arrivato a Sulmona per consegnare la consistente partita di droga. Se le dichiarazioni di Di Pietro saranno ritenute attendibili è molto probabile che il giudice Sodani decida di farlo uscire dal carcere già da oggi, mandandolo agli arresti domiciliari. Più difficile la posizione del romano che nell’interrogatorio di garanzia non ha collaborato. L’uomo si è limitato a dire che lui si è occupato solo della consegna di un pacco del quale non conosceva il contenuto. Insomma nella giornata di oggi la vicenda che ha provocato scalpore sia in Comune che nell’intera città per la portata del quantitativo di sostanza stupefacente sequestrata e perché vedrebbe coinvolti personaggi sulmonesi insospettabili come l’economo comunale, potrebbe portare clamorosi ed immediati sviluppi.

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