PESCARA-ROMA, IL POTENZIAMENTO DELLA LINEA DIVENTI PRIORITA’ NAZIONALE

Il potenziamento della ferrovia Pescara-Sulmona-Roma e lo sviluppo dell’Abruzzo diventino questione nazionale. A sostenerlo è il movimento Mo.Ve.Te. che a proposito del dibattito avviato dal convegno di venerdi scorso a Sulmona pone come obiettivi essenziali il riconoscimento da parte del governo della dimensione strategica della linea ferroviaria Pescara-Roma veloce, la ristrutturazione del sistema ferroviario abruzzese, la nomina di un commissario che elabori un progetto speciale Ferrovie Abruzzo e la mobilitazione della cittadinanza abruzzese. “Tutto il sistema ferroviario abruzzese ha bisogno di essere ripensato, velocizzato e modernizzato e questo deve avvenire avendo in mente una precisa idea di Abruzzo, sgomberando il campo da visioni novecentesche, come la vocazione industriale della nostra regione, Marsica come sobborgo della grande Roma ed altre amenità uscite in questi mesi – avverte il movimento – Il dichiarato fallimento, a livello europeo, delle linee Tav, rivelatesi enormemente costose, tecnicamente fasulle (la rete ferroviarie europea, di novemila chilometri viaggia mediamente al 45% della velocità massima prevista di 350 chilometri orari, la necessità che la Pescara-Roma sia utile allo sviluppo dell’economia abruzzese, con collegamenti più rapidi per le città principali della nostra regione, e non sia invece una sorta di corridoio che attraversandola rapidamente finisca per sottrarre anziché aggiungere risorse, la necessità di garantire un giusto equilibrio fra questa nuova linea e le tratte interne. Il Mo.ve.te. ritiene che le istituzioni locali si siano dimostrate in questi anni “troppo condizionate da interessi privati, troppo divise fra interessi della costa e interessi della montagna, troppo legate agli interessi nazionali dei partiti di riferimento per poter garantire, da sole, l’azione necessaria”. “Riteniamo, dunque, che occorra un’autentica mobilitazione popolare che metta il Governo nazionale di fronte all’evidenza di un Abruzzo che vuole uscire dal medioevo ferroviario per avere una rete di trasporto su ferro e integrata che ne esalti la vocazione turistica, commerciale e agricola – conclude il movimento – un trasporto migliore ed efficiente può essere un veicolo per le nostre eccellenze, per l’industria di trasformazione e permetterebbe uno sviluppo autonomo grazie ai nuovi collegamenti, locali e alla linea veloce nazionale”.