POLIZIOTTO AGGREDITO IN CARCERE, STATO DI AGITAZIONE DEL PERSONALE PENITENZIARIO

“Le interpretazioni di alcuni organi di stampa del significato di un comunicato del direttore del carcere di Sulmona, Sergio Romice, hanno gettato addosso alla Uil un pericoloso quanto inopportuno discredito”. E’ quanto dichiara il segretario generale della Uil Penitenziari, Mauro Nardella, che nei giorni scorsi, con una sua nota, aveva reso noto l’episodio di violenza avvenuto all’interno del supercarcere peligno. Intanto lo stesso Nardella, per quanto accaduto, annuncia lo stato di agitazione del personale penitenziario, fin quando l’ergastolano pugliese, che ha aggredito l’assistente capo, non sarà trasferito in altro istituto appena scontati i quindici giorni a lui irrogati di isolamento. “Leggo in alcuni passi descritti da alcuni organi di stampa che il direttore del carcere di massima sicurezza di Sulmona avrebbe smentito la notizia secondo cui un ergastolano pugliese avrebbe aggredito un agente di polizia penitenziaria” osserva Nardella, ricordando che il poliziotto aggredito anzitutto non ha subito una semplice spinta. “Bisognerà ora che si presti attenzione e non poco sulle decisioni poi emerse e che hanno portato la direzione del carcere a prendere una decisione estremamente forte qual è quella di infliggere allo stesso la massima delle sanzioni disciplinari assoggettabili ad un detenuto vale a dire 15 giorni di esclusione dalle attività in comune, in gergo 15 giorni di isolamento e quella di richiedere per il detenuto stesso il trasferimento in una nuova struttura, richiesta tra l’altro avanzata immediatamente dalla UIL) e addirittura l’irrogazione di un nuovo periodo ex 14 bis ovverosia il regime carcerario aggravato” prosegue Nardella, evidenziando che alla fine i provvedimenti richiesti fanno intendere che il fatto avvenuto è stato comunque grave. “Mi sorge forte il dubbio che qualcosa in quello che si è scritto non quadra visto che non penso sia sufficiente una leggera spinta data a mani aperte per giustificare (sempre a mio modestissimo parere) la richiesta di irrogazione di una così pesante sanzione disciplinare” precisa lo stesso esponente sindacale. Riepilogando quanto accaduto tra le mura del supercarcere Nardella conclude approvando in pieno le decisioni del direttore Romice sui provvedimenti chiesti per il detenuto responsabile dell’aggressione all’assistente capo, ribadendo tutta la gravità del fatto e confermando lo stato di agitazione del personale di polizia penitenziaria e, nel caso in cui il detenuto non sarà trasferito in
altra sede al termine del periodo dell’esclusione dalle attività in comune, procedere con conseguenti
manifestazioni di protesta che saranno eventualmente rese successivamente note.


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