DUE ANNI E MEZZO PER AVERE IL RIMBORSO DELLE SPESE DI VIAGGIO SOSTENUTE PER FARSI OPERARE

Oltre due anni e mezzo per ottenere il rimborso delle spese di viaggio sostenute da un paziente per farsi operare ad un rene. È l’odissea che ha dovuto sostenere un uomo, M.L. , di Sulmona affetto da nefropatia. L’uomo si era dovuto spostare nel gennaio del 2017 da Sulmona ad Ancona mentre era in corso una bufera di neve dovendo ricorrere all’aiuto dell’ambulanza dell’ospedale di Sulmona. E alla fine ha dovuto pagare il servizio versando 370 euro a chi lo aveva accompagnato. Naturalmente tornato a casa l’uomo ha provveduto ad inoltrare richiesta di rimborso ma ha dovuto aspettare fino a pochi giorni fa per vedere arrivare a casa la risposta con cui la ASL annunciava l’esito positivo della pratica. La Asl, con provvedimento numero 23 del 22 agosto scorso, emesso dal distretto sanitario dell’area peligno-sangrina, ha disposto di “liquidare la somma di 370 euro, quale rimborso spese di viaggio, a favore del paziente nefropatico sottoposto a trapianto renale”. Insomma ci sono voluti 29 mesi per chiudere una pratica di rimborso che poteva essere liquidata nel giro di pochi giorni. Una vicenda che dimostra come i tempi della sanità, soprattutto quelli relativi ai rimborsi delle spese sostenute dai malati cronici sono ancora troppo lunghi. Tanti ancora i casi che si verificano quotidianamente tra le proteste degli utenti costretti a rinunciare ad altre cose di prima necessità p

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