SI ACCENDE LA POLEMICA SUI CAMMINI CELESTINIANI

Premesso che la nostra associazione costituita da cittadini liberi e indipendenti è nata a difesa di Sulmona e dei territori limitrofi e che per questo motivo non è nostra intenzione entrare in conflitto con associazioni della nostra zona, soprattutto se portatrici di fondamentali valori sociali, culturali e spirituali, ci risulta difficile restare in silenzio di fronte al durissimo comunicato emanato dall’Associazione Celestiniana in merito alla nostra segnalazione sulle omissioni ed incongruenze presenti nella cartellonistica (segnalazione corredata da immagini fotografiche) e, aggiungiamo, in vari opuscoli diffusi nel capoluogo che narrano le gesta e la vita di Celestino V nei pochi giorni trascorsi nella città dell’Aquila, non facendo alcuna menzione dellalunga permanenza sui monti del Morrone e della Maiella.

Il nostro concittadino presidente dell’Associazione Celestiniana, anziché farsi portavoce di queste incongruenze ed omissioni, ha preferito, attraverso gli organi di stampa, “bacchettarci” dichiarando che le nostre affermazioni “nella migliore delle ipotesi, sono solo frutto di un campanilismo frustrato, inconcludente e autoreferenziale” e che questa difesa del nome della nostra città  “è l’ennesimo spreco di tempo e di parole dovuto ad un cartello reo, a quanto pare, di omissioni e lesa maestà nei confronti del “primato sulmonese” in seguito al complotto ordito dai furboni aquilani a danno dei nobili concittadini di Ovidio e Pietro da Morrone”.

Lo stesso presidente ci ha quindi esortato a documentarci attraverso la rete per capire quanto Sulmona sia Centrale nelle manifestazioni della Perdonanza.

Abbiamo allora accolto con favore il suo invito e siamo andati a consultare il Programma ufficiale delle manifestazioni legate alla Perdonanza, tutte finanziate da fondi regionali e quindi anche da noi sulmonesi. Purtroppo nel ricco programma di eventi alla città di Sulmona ed ai paesi della Valle Peligna sono dedicate solo poche ore nelle giornate del 16 e 17 Agosto (pagina 15 del programma) relativamente ai cammini del perdono. Se vogliamo quantificare, meno di mezza pagina sulle 30 del programma.

Rispetto alle affermazioni del nostro completo disinteresse riguardo la manifestazione da loro organizzata, vogliamo poi ricordare che i nostri associati da anni sono in prima linea nel partecipare attivamente alle manifestazioni e che, tra l’altro, anche quest’anno alcuni membri del direttivo hanno portato la fiaccola da Sulmona a Pratola.

In merito poi alla vicenda di Celestino V, così sfarzosamente celebrato nella settimana aquilana con un sontuoso ed estremamente eterogeneo corteo storico, formato da numerosissime delegazioni nazionali ed estere e da un ricco cartellone di manifestazioni e concerti, vorremmo sommessamente sottolineare che il nostro amato frate era una persona semplice e buona che non avrebbe sicuramente amato tutto questo clamore intorno alla sua figura.

La sua vicenda, mirabilmente raccontata dalla penna di Ignazio Silone, ne “L’avventura di un povero cristiano” ci fa capire come egli fosse legato alla sua vita da eremita da cui proveniva ed alla quale avrebbe voluto tornare dopo la parentesi del breve pontificato a cui aveva rinunciato non appena ebbe compreso di esser diventato uno strumento nelle mani dei potenti di allora. Purtroppo non gli fu concesso di trascorrere gli ultimi anni della sua esistenza nei luoghi dove per lunghi anni aveva vissuto in pace e serenità, tra la gente delle sue amate montagne, ed anche il suo desiderio di avere una sepoltura degna della sua vita di semplice e povero cristiano non fu esaudito nel momento in cui il suo corpo fu posto in una preziosa teca di cristallo all’interno della basilica di Collemaggio.

Per tornare al nostro comunicato che tanta indignazione ha suscitato da parte dei componenti dell’Associazione Celestiniana, ci piacerebbe pensare che la segnalazione sulla cartellonistica che non cita il suo amato Morrone tra cammini da percorrere, e più in generale l’accento posto sulle disattenzioni della politica del capoluogo nei confronti dei nostri territori, potrebbero essere l’occasione per aprire una più ampia riflessione sulla complessa ed in parte controversa figura di  Pietro da Morrone/Celestino V.

Ciò che noi offriamo alle istituzioni, alle associazioni interessate e, più in generale a tutti i portatori di interesse, è quindi un’opportunità di confronto per capire come fare per valorizzare adeguatamente questa fondamentale risorsa per il nostro territorio ed allo stesso tempo per provare a risolvere le annose criticità che tormentano quella particolare area del Morrone, problemi giustamente rilevati anche dalla stessa Associazione Celestiniana.

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