L’ASSESSORE IMPRUDENTE SU FAUNA SELVATICA: SERVONO AZIONI PIU’ INCISIVE, IN CAMPO LOCALE E NAZIONALE

Azioni più incisive, collettive e complessive, in campo locale e nazionale, dal piano faunistico venatorio della Regione, ai piani nazionali di contenimento nelle aree protette, fino alla legge nazionale sulla caccia, possono portare a soluzione i problemi legittimamente sollevati da agricoltori e allevatori, i cui beni sono preda delle incursioni degli animali selvatici, che fanno razzia di frutti della terra e bestiame. A dichiararlo è il vice presidente della Regione e assessore all’Agricoltura, Emanuele Imprudente. A soffrire di più per questa situazione sono naturalmente le colture, i pascoli e le aziende agricole a confine con parchi e riserve dove la fauna selvatica, necessariamente, è protetta. In gran parte dell’Abruzzo, regione “verde”, i problemi sollevati all’attenzione delle istituzioni sono ormai generali. Mentre responsabilità e competenze s’intrecciano e spesso tutto finisce nell’indifferenza generale. Addirittura nel luglio scorso il problema di agricoltori e allevatori venne proposto all’attenzione regionale dal sindaco di Pescina, Tiziano Iulianella, con uno sciopero della fame ed una protesta portata davanti alla sede del Consiglio regionale, all’Aquila. Agricoltori e allevatori sono stanchi di attendere risposte concrete e di continuare a pagare per un senso malinteso di convivenza con la fauna selvatica, che merita rispetto e tutela come meritano più attenzione i beni di chi lavora la terra e alleva bestiame.

 

 

 



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