EVENTI CELESTINIANI, JAMM’ MO’: SULMONA SCOMPARE PERFINO NELLA CARTELLONISTICA

Nella cartellonistica sui percorsi del Cammino del Perdono celestiniana il nome della città di Sulmona non compare da nessuna parte. A denunciarlo è l’associazione culturale “Jamm’ mo'” che lamenta come il capoluogo peligno sia ancora preda di spoliazioni “a tutto vantaggio della città dell’Aquila” anche in occasione delle manifestazioni dedicate a Pietro da Morrone, Papa Celestino V, che trascorse gran parte della sua esistenza proprio nell’eremo morronese, nella preghiera e nella meditazione. “Tutto invece è come se l’eremo e l’abbazia del Morrone, da lui eretti, non facessero parte del corredo storico di questo straordinario personaggio” sottolinea l’associazione che vuole dire basta a questi metodi ingiusti e mortificanti che da anni vengono a caratterizzare determinate manifestazioni, mortificando una personalità grande come Papa Celestino V e commettendo ingiustizia a danno della città di Sulmona e della storia. “Non è possibile, infatti,  che gli sfarzosi scenari che caratterizzano il ricco cartellone degli eventi legati alla perdonanza siano circoscritti alla sola città dell’Aquila mentre a Sulmona non sono riservate neanche le briciole – continua l’associazione – pensare altresi che il ricordo di Celestino V debba essere limitato esclusivamente alla emanazione della  Bolla papale da lui resa editto durante il suo breve pontificato in quel dell’Aquila è secondo noi estremamente riduttivo. Bene sarebbe coinvolgere, nelle ricorrenze e quindi nei festeggiamenti a lui dedicati,  tutte le realtà che hanno permesso a questo grande Santo di elaborare l’idea del Giubileo quale forma di redenzione di ciascun cristiano.Nel momento in cui si prendono   contatti attraverso i componenti della Giostra ignorare Sulmona perfino nelle indicazioni dei percorsi di Celestino rasenta lo sberleffo per antonomasia. Il tutto come se il Santo non avesse vissuto più diversi decenni a Sulmona. Jamm’ mo’ si batterà affinché a questo scempio venga posta la parola fine. Intanto oggi iniziamo con l’evidenziare la clamorosa quanto indelicata omissione”.



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