CGIL IN COMMISSIONE SANITA’: EMERGENZA PERSONALE PER ASL SULMONA-AVEZZANO-L’AQUILA

La cronica carenza di personale nelle Asl provinciali ed in particolare in quella di Avezzano-Sulmona-L’Aquila è tra le priorità indicate oggi in commissione sanità del Consiglio regionale dai rappresentanti della Cgil. Per la ASL n. 1 Avezzano Sulmona L’Aquila si riscontra una carenza di personale pari a 830 lavoratori, che in percentuale rappresenta il 20,48% della dotazione organica. Come pure gravi carenze riguardano le altre tre Asl. Il dato esposto dalla Cgil evidenzia una carenza complessiva di personale della sanità pubblica regionale di 2378 unità lavorative di ruolo che rappresenta il 14,59% delle dotazioni organiche le quali non sono comunque sufficienti per la garanzia dei servizi nel rispetto della vigente normativa in tema di riposi obbligatori. Carenza parzialmente superata con la contrattualizzazione di lavoratori precari, infatti risultano in servizio 407 unità lavorative con lavoro in somministrazione e 586 lavoratori a contratto a tempo determinato. “Questa drammatica situazione delle quattro Asl provinciali comporta, a livello regionale, sospensioni e accorpamenti di reparti; mancato rispetto dell’articolo 14 della Legge 161/2014 (rispetto dei riposi obbligatori per il personale turnista), mancato rispetto delle mansioni relative alla categoria professionale di appartenenza, peggioramento degli standard quali/quantitativi delle prestazioni erogate con conseguenti prolungamenti delle liste di attesa per gli utenti” sottolinea la Cgil. “Per quanto riguarda il nosocomio di Sulmona si evidenzia la carenza di personale medico in Pronto Soccorso in cui sono attualmente in servizio solo 5 Medici su 12 previsti, di cui uno è costretto ad effettuare turni anche nell’ospedale di Castel di Sangro, mentre è ormai interrotto il servizio, presso la Neurologia, per l’accertamento delle morti celebrali a causa del mancato rinnovo di un contratto a tempo determinato all’unico tecnico di Neurologia precedentemente in servizio con conseguente impossibilità all’espletamento delle attività relative alla donazione degli organi. Inoltre servizi come l’Oncologia e la Neurologia sono garantiti esclusivamente dalla presenza di un dirigente medico (nel caso dell’Oncologia il Medico è a tempo determinato) il che causerà la “chiusura per ferie” dei servizi sanitari pubblici” osserva la Cgil. A Castel di Sangro, territorio a forte vocazione turistica, proprio in questi giorni è stato comunicato che a causa della carenza di personale medico, la Radiologia assicurerà il servizio nel solo turno 8:00/14:00.Dai dati relativi ai conti annuali delle 4 ASL si riscontra un ulteriore dato che vede la possibilità di accesso a pensionamento con “quota 100” nel triennio 2019/2021 per circa 1200 lavoratori in tutte le figure professionali che, in mancanza di un piano straordinario di assunzioni, porterebbe al collasso totale il Sistema Sanitario Pubblico Regionale. Va inoltre considerato che quasi il 44% dei lavoratori ha un’età compresa tra i 55 ed i 67 anni e che quasi il 19% degli stessi ha un’età compresa tra i 60 ed i 64 anni di età. Anche la Cgil ha poi rilanciato la proposta di salvaguardia del punto nascita di Sulmona e del primo livello per l’ospedale dell’Annunziata. In evidenza è stata posta anche la necessità, da parte della Regione Abruzzo, della nomina immediata del direttore generale della ASL; in quanto devono essere restituiti alla stessa ASL i pieni poteri e l’autonomia decisionale e programmatoria che le compete, ciò significa portare avanti tutte le azioni necessarie per il governo della Azienda Sanitaria n. 1 che ricordiamo essere la più estesa territorialmente in tutta la Regione e con un elevatissimo grado di complessità gestionale. “La Regione deve assumere con urgenza decisioni finalizzate alla risoluzione delle suesposte problematiche considerando che la ASL n° 1 rappresenta l’azienda più grande del territorio e pertanto la più complessa e difficile da governare, soprattutto in un territorio che continua a vivere una grave condizione di diminuzione di servizi pubblici e di conseguenza un costante ed inesorabile spopolamento, ribadendo la necessità di investimenti straordinari in termini di personale e servizi in aree svantaggiate dell’Abruzzo” conclude il sindacato.



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