CANI SEPPELLITI, L’AVVOCATO MASCI: FATTO NON NUOVO, GIA’ CONTESTATO DUE ANNI FA

Alcune notizie sul caso dei cani ritrovati seppelliti nel canile municipale hanno generato confusione e per precisare i fatti interviene l’avvocato Vittorio Masci, legale della responsabile dell’associazione Code Felici, Gabriella Tunno. Il ritrovamento dei cani seppelliti non è stato fatto nuovo ma risalente già a due anni fa e già quindi contestato. Per questo fatto è già in corso un procedimento giudiziario. I fatti del 22 giugno scorso quindi non sono fatti nuovi ma connessi a quello stesso procedimento. “Il ritrovamento di sei carcasse di cane sepolti all’interno della struttura e confermato da uno scavo effettuato nella parte recintata del canile, non è fatto nuovo – precisa l’avvocato Masci – poiché già due anni fa tale accadimento era stato contestato e per esso è già pendente un giudizio dinanzi il Tribunale di Sulmona. Non vi è stato pertanto rinvenimento di ulteriori carcasse”. L’avvocato Masci ricorda che “l’associazione Code Felici allorquando il canile fu colpito da un’epidemia di cimurro che portò alla morte di numerosi cani, proprio per le dimensioni del fenomeno ebbe a richiedere ed ottenere regolare autorizzazione del Comune di Sulmona e dell’Asl per procedere alla sepoltura degli animali nell’ampia area del canile, adottando tutti gli accorgimenti e le regole previste dalla legge”. “In epoca successiva ed ancora oggi, allorquando muore un animale si provvede allo smaltimento della carcassa per il tramite di una ditta specializzata ed autorizzata, che viene chiamata all’uopo, e la documentazione di tali costanti servizi è stata fornita al Tribunale” sottolinea il legale di Gabriella Tunno. “Non si comprende pertanto perché mai il responsabile dell’associazione, oggi imputato solo per la carica che riveste e non certo per aver materialmente eseguito la sepoltura, avrebbe dovuto adottare un’iniziativa contro legge, potendo utilizzare, come sempre fatto, percorsi leciti” precisa l’avvocato Masci. “Si tenga altresì presente che all’epoca dei fatti oggi contestati, la responsabile del canile aveva aperte altre due strutture – prosegue l’avvocato – di cui una della stessa associazione Code Felici e non poteva quindi essere costantemente presente sul posto, sostituita come sempre da volontari della struttura”. “Del reato, peraltro di natura contravvenzionale, ne dovrà pertanto rispondere chi ha materialmente eseguito il non autorizzato seppellimento e su tale circostanza si stanno svolgendo approfondite indagini – conclude l’avvocato Masci – nel frattempo l’associazione continua ad operare per la sola cura degli animali ricoverati, cui ha sempre prestato encomiabile attenzione”.



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