E CIELO E TERRA SI OSCURARONO…..

di Giuliana Susi

E cielo e terra si oscurarono. “Pioggia e sole cambiano la faccia alle persone. Fanno il diavolo a quattro nel cuore. E passano. E tornano”. Una digressione degregoriana calzante per l’odierno pomeriggio in sulmoncity, dove un normale acquazzone estivo ha spazzato via l’afa di casa mia, con la stessa forza di chi tenta di scacciare un ramarro con la scopa di saggina. Nulla di che, in sostanza: una manciata di ore ed è già quiete dopo la tempesta. Ansiosa paura dell’ignoto insita nella natura, che saliva piano piano solo nel guardare foto di giganteschi nuvoloni grigi, che sembravano minacciassero cicloni alla Mago di Oz in arrivo. E’ la cronaca pescarese, invece, che impressiona anche le cotiche più spesse oggi, nonostante non sia, purtroppo, un fenomeno eccezionale da quelle parti, dato che, in passato, nubifragi e violente grandinate hanno riempito le colonne dei giornali. Ma mai in una simile portata. E siccome siamo il popolo dei tormentoni,  verrebbe da tirare fuori la mitica “L’ha sembre fatt’”, anche se non troppo aderente oggi. Frase divenuta un must in tempi di nevicate per suggerire: “Stetev alla cas”. Una verace filosofia di vita abruzzese divenuta virale per la schiettezza e semplicità del signor Giustino di Chieti, in un’intervista al tgr Abruzzo nella nevicata 2012. Talmente cult da aver suscitato in tantissimi utenti commozione partecipata, come per un vicino di casa, alla notizia della sua recente scomparsa. Per chi non è sul posto, ciò che resta della percezione odierna del violento temporale scatenatosi su Pescara e Francavilla, qualche ora fa, sono i real time, i live, i video senza nomi né firme girovaganti sui social, whatsappati come grilli saltellanti da una chat a un’altra. Tempi moderni. Le storie, le paure, il panico di chi tenta di salvare la sua auto sommersa in un’anomala piscina di fango e detriti o l’eroica intenzione di frenare macchine trascinate via dalla violenta corrente su strade che si gonfiano come fiumi in piena. Alberi sradicati, tronchi su auto e bus, danni, feriti. Disastri che devastano l’animo. E gli utenti fanno oooohhh. “Acqua che spacca il monte che affonda terra e ponte”: cantava Faber.  Si va a caccia obbligata di qualcuno da maledire. E proprio come travolgenti torrenti virtuali, i nostri telefoni sono stati inondati da foto e immagini di chi dava più retta alla smania del cronista improvvisato e incosciente che alla responsabilità di un cittadino pronto a rimboccarsi le maniche. Le dirette fb dai balconi, dai negozi. Testimonianze, in realtà. Come l’angosciosa avventura vissuta da un uomo al volante  di un furgoncino bloccato per strada sotto la grandinata: palline da tennis ghiacchiate sfondano il parabrezza e finestrini, nella più totale impotenza raggelante di chi non può far altro che subìre pezzi di vetro addosso, con la sola valvola di sfogo riassunta in parolacce in serie. E, intanto, a sulmoncity social, la lezione è servita: qualcuno l’auto da sotto l’albero l’ha tolta. “E aspetta che chiove…Tant’l’aria s’ha da cagnà”. Forza.
LA FOTO DI COPERTINA È DI RINO D’OSTILIO


Il tuo commento