TRIBUNALE DEL MALATO, DIFENDERE PUNTO NASCITA E SOPRATTUTTO OSPEDALE DI PRIMO LIVELLO

Per il Tribunale dei diritti del malato non basta difendere il punto nascita, occorre lottare per mantenere l’ospedale di Sulmona e qualificarlo come ospedale di primo livello. A sostenerlo è Catia Puglielli, presidente del Tdm. “Certamente si ringrazia la Regione Abruzzo per l’impegno volto alla salvaguardia del punto nascita ma vorremmo che lo stesso impegno si palesasse per il mantenimento di un presidio ospedaliero completo e qualificato come di primo livello – spiega Puglielli – Non avremmo Infatti bisogno di deroghe per il mantenimento del punto nascita se riuscissimo a portare a casa il grande risultato di un presidio ospedaliero di primo livello”. Il presidente del Tribunale dei diritti del malato aggiunge che “avere un ospedale sicuro non vuol dire avere un ospedale antisismico ma avere una struttura efficiente con a capo un direttore generale che sia in grado di coordinare, controllare e dotare ogni reparto delle figure professionali necessarie a fronteggiare i problemi che quotidianamente si presentano”. “Abbiamo bisogno di dirigenti medici con contratti a tempo indeterminato, abbiamo bisogno di interventi tempestivi ad evitare ipotesi di interruzione di pubblico servizio, abbiamo bisogno di interventi urgenti per l’abbattimento delle liste d’attesa e di un conseguenziale potenziamento della medicina sul territorio per evitare sia i ricoveri che un sovraffollamento del pronto soccorso” continua Puglielli. Così come c’è bisogno di strutture residenziali sul territorio e di un potenziamento del servizio di trasporto dei pazienti. “I problemi sono davvero tanti e per molti ci sono anche delle soluzioni che potrebbero essere adottate solo se qualcuno avesse la volontà di ascoltare. Certamente il primo passo è quello di nominare immediatamente il direttore generale il quale secondo la legge deve essere nominato entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla cessazione dell’incarico – conclude il presidente del Tdm – Nell’ambito del diritto la mancata violazione di un termine perentorio comporta l’applicazione di sanzioni e soprattutto decadenze. La gestione di qualsiasi ente pubblico impone il rispetto delle norme giuridiche”.



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