LA SANITA’ UNISCE IL CONSIGLIO COMUNALE MA IL CASO MARIANI E COGESA FANNO RIESPLODERE TENSIONI IN AULA

La sanità riesce ad unire un Consiglio comunale ancora una volta lacerato da polemiche e tensioni esplose nell’aula consiliare con tante assenze nella prima seduta estiva di oggi. Sulla sanità infatti il Consiglio comunale ha riproposto all’unanimità la necessità del riconoscimento dell’ospedale di Sulmona, come ospedale di primo livello, con annessa deroga per il punto nascita, per quelle motivazioni ripetute da anni. Nonostante il voto unanime dai banchi della maggioranza i consiglieri Andrea Ramunno e Franco Di Rocco non hanno però nascosto le loro perplessità sull’obiettivo del primo livello per l’ospedale di Sulmona. Perplessità respinte con decisione da parte della minoranza. “Senza il primo livello cadrebbe ogni speranza per il futuro dell’ospedale” hanno detto all’unisono i consiglieri di minoranza. Alla fine, evidenziando anche l’impegno che consiglieri regionali e parlamentari del territorio dovranno dare per questa battaglia, il documento sulla sanità è stato approvato dall’intera assemblea. Ma le divisioni sono inevitabilmente riaffiorate sia sull’analisi della situazione politico-amministrativa, con il patto Casini-Di Masci che continua a non convincere l’opposizione, che ha osservato come l’inserimento degli ex-Pd nella maggioranza non abbia cambiato nulla e resterebbe tutta l’incertezza di sempre, della giunta e della maggioranza, ad affrontare i problemi della città. Infine la maggioranza ha fatto quadrato intorno all’assessore al Bilancio, con delega alle società partecipate, Stefano Mariani. Un ordine del giorno proposto dai consiglieri di minoranza Pingue, Bianchi, Balassone e Perrotta, proponeva al sindaco Annamaria Casini, assente per urgenti motivi familiari, di revocare la delega alle società partecipate, Cogesa e Saca, considerando che lo stesso assessore è indagato nell’inchiesta che riguarda la società di gestione del ciclo dei rifiuti. “Una richiesta che non ha senso, perché un avviso di garanzia non significa nè un rinvio a giudizio, né una condanna definitiva – ha affermato Luigi Santilli – invece si mira solo a delegittimare ingiustamente l’assessore”. “Nessuno sta chiamando in causa l’assessore riguardo all’inchiesta in corso e auspichiamo tutti che nel più breve tempo possibile e nel modo migliore questa vicenda si concluda – ha precisato Fabio Pingue – riteniamo invece che a tutela della trasparenza dell’ente sia opportuno che il sindaco gestisca in prima persona la delega alle società partecipate, revocando tale delega all’assessore”. La discussione ha avuto momenti assai tesi e scontri in aula, soprattutto tra i consiglieri Pingue e Ramunno. Alla fine però l’ordine del giorno non è stato nemmeno messo ai voti, restando solo come simbolica esortazione rivolta al sindaco. Insomma destinato a restare lettera morta. In apertura di seduta il Consiglio ha approvato il bilancio consuntivo, presentato dall’assessore Mariani, senza discussione in aula, considerando in commissione Bilancio il documento contabile è stato approvato con voto unanime, per l’assenza dei componenti di minoranza. 



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