INFERMIERE DI SULMONA EREDITA UN MILIONE MA I FIGLI DEL DEFUNTO RECLAMANO L’EREDITÀ

Presta le cure a un anziano di Sulmona che era stato investito e ricoverato nella RSA di Villalago e durante la degenza riesce a farsi fare un testamento come erede universale. Più di 800 mila euro in contanti che un 37enne di Sulmona dopo aver incassato deposita sul suo conto postale. Oltre ai soldi riceve in eredità anche un appartamento in via Quatrario. Ma a distanza di due anni, dall’Australia spuntano i tre figli legittimi eredi dell’anziano che reclamo l’eredità. Da qui la contesa che finisce in tribunale con il giudice Giuseppe Ferruccio che blocca tutto, soldi e casa, in attesa di dirimere la controversia. Un caso che già sta facendo parlare quello dell’eredità contesa di Felice Di Vito deceduto nel luglio di due anni fa nella Rsa di Villalago dove era stato ricoverato per un mese a seguito di un incidente stradale. Nel corso della degenza uno degli assistenti avrebbe avuto una particolare attenzione nei suoi confronti curandolo e standogli vicino. Atteggiamento apprezzato dall’anziano, tanto che prima di morire lo avrebbe nominato unico erede dei suoi averi. Fatto il funerale l’infermiere si sarebbe preoccupato di far valere i suoi diritti depositando il testamento a un notaio che dopo averne controllato l’autenticità ha dato il via libera all’incasso. Sulla scorta del testamento e prima che sorgessero complicazioni, il giovane infermiere ha provveduto a volturare a suo nome l’appartamento di Sulmona e ad incassare 800 mila euro investendole in due polizze una di 750 mila euro intestata a lui e l’altra di 50 mila euro intestata al figlio minorenne. Ma non tutte le ciambelle riescono con il buco e la notizia della sostanziosa eredità lasciata dall’anziano all’infermiere premuroso, ben presto è diventata di dominio pubblico e vola oltreoceano fino ad arrivare alle orecchie dei tre figli legittimi eredi, che da anni risiedono in Australia. Venuti a conoscenza della morte del padre e ricostruita l’intera vicenda, i tre australiani decidono di affidarsi a un legale di Sulmona, Alessandro Margiotta per dipanare il caso. E nel corso dell’istruttoria gli eredi ordinano anche una perizia calligrafica sul lascito perché secondo loro il testamento non era stato scritto dal padre. Dopo la prima udienza il giudice Giuseppe Ferruccio ha disposto il sequestro giudiziario sia dell’abitazione di via Quatrario, sia degli 800 mila euro, rinviando il giudizio al mese di novembre. Nel frattempo l’infermiere assistito dall’avvocato Armando Valeri, si è detto disponibile ad arrivare ad un accordo con i figli  a patto però, che gli venga riconosciuto un terzo dell’eredità così come prevede la legge. Circa 300 mila euro a lui e il restante ai figli. La trattativa è in corso è molto probabilmente si arriverà a un accordo, con buona pace di tutti.



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