PD: TROPPI CONFLITTI D’INTERESSE E ASSESSORI INDAGATI NELLA GIUNTA CASINI

Il Pd commissariato non  accoglie assolutamente di buon grado la notizia che la giunta Casini andrà avanti fino a scadenza naturale, come annunciato subito dopo l’ultimo vertice della maggioranza. “Bene della città o il bene di alcuni?” si chiede subito il Pd, attraverso il vice-commissario Sandro De Panfilis. “All’esito dell’ennesima riunione della stravagante maggioranza del Comune di Sulmona si apprende da taluni consiglieri “ora si va avanti fino alla scadenza naturale”. A parlare sono quegli stessi transfughi che fino a qualche giorno fa avevano promesso di dimettersi , convocare assemblee, mandare a casa la sindaca a dicembre 2019” ricorda De Panfilis, alludendo al consigliere comunale Bruno Di Masci. “Promesse che, come ci hanno ormai abituato da tempo, non verranno mantenute. E lo fanno giustificandosi in quanto si andrebbe avanti sempre per il bene della città, quel “bene” che viene strumentalmente riesumato ogni volta che la situazione diventa politicamente grottesca e che passerebbe attraverso la risoluzione dei problemi relativi alla “sanità, scuole e riorganizzazione dei vari settori e servizi del Comune, comprese le posizioni organizzative dei funzionari” prosegue il vice commissario dem. “Tali affermazioni, condivise da tutta una maggioranza quanto mai stravagante ed inconcludente, incollata alle poltrone perlopiù per soddisfare obiettivi che poco hanno a che vedere con il bene della città ma che potrebbero trarre in inganno qualcuno se non fossero contraddette da fatti al limite del misfatto” accusa De Panfilis ponendo una serie di domande: “Possono, infatti, conferirsi incarichi a società i cui amministratori sono figli di consiglieri comunali? Possono restare in carica assessori le cui mogli partecipano a concorsi indetti dal comune? Possono restare in carica assessori indagati per fatti compiuti nell’esercizio delle loro funzioni? Possono sedere in giunta assessori soci di consorzi morosi nei confronti del Comune? Queste ed altre sono a nostro parere le motivazioni che inducono a ritenere che questa maggioranza si ostini a restare “in sella”, con tutte le conseguenze negative del caso, principalmente per il perseguimento di interessi di bottega di pochi”. “Nulla a che vedere quindi con il bene della città, che dal perdurare di questa stravagante anomalia politica sta subendo solo danni, quando invece meriterebbe di essere finalmente liberata con le dimissioni più volte presentate dalla sindaca e mai mantenute” conclude il vice commissario. Obiezioni e domande sicuramente lecite. Ma la città lecitamente si chiede anche come mai il commissario-segretario provinciale del Pd, Francesco Piacente, rappresentante di tutto un partito, già rinviato a giudizio per gravi reati amministrativi, resti ancora lì al suo posto. Non sarebbe anche il caso che il Pd sulmonese, così come chiede agli altri di farsi da parte, chiedesse al proprio commissario di fare altrettanto, dando il buon esempio?



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