DATI DEL “RAPPORTO RONCI” SU RICETTIVITA’ CONTESTATI DAGLI ALBERGATORI

I dati sul movimento turistico pubblicati nei giorni scorsi dall’economista Aldo Ronci suscitano la reazione di oltre una decina di albergatori peligni, tra i quali quelli aderenti al Consorzio di sviluppo turistico “Cuore dell’Abruzzo”. Questi albergatori esprimono il proprio “dissenso in merito alle informazioni, veicolate in questi giorni su alcuni organi di stampa, sul movimento turistico locale”. “I dati pubblicati dal rispettabilissimo professore Ronci non trovano infatti riscontro alcuno presso nessuna delle strutture non interpellate – spiegano gli albergatori – opinabile risulta il criterio di analisi dei flussi laddove si parla di percentuali di riempimento partendo dalla base dei posti letto e non delle camere, un po’ come mischiare mele con pere o broccoli e carote.  Un ulteriore interrogativo nasce dal fatto che essendo Sulmona una realtà decisamente piccola, è possibile avere dati ufficiali solo in forma aggregata, non per singola struttura, e negli articoli apparsi vengono messi in luce i risultati di due aziende facenti capo alla stessa famiglia senza interpellare nessuna delle altre strutture presenti sul territorio.. Non sarà mica un solito maldestro tentativo di cucirsi medaglie sul petto laddove non c’è ne sia bisogno?”. Gli albergatori inoltre stigmatizzano il fatto che sarebbe stato oscurato il lavoro di altri imprenditori che “con modi discreti e sicuramente eleganti, portano avanti nell’interesse comune di promuovere il nostro territorio”. “La situazione economico-sociale che viviamo oggi è forse proprio frutto di una mentalità gretta e poco incline alla collaborazione che ci porta costantemente a porci verso l’esterno come i più forti, in realtà furbi ed eticamente non irreprensibili, tra i più deboli, quando i più forti, vedasi il caso Trentino, non viaggiano a tassi di riempimento del 35%, ma presentano problemi di sovraoccupazione delle camere e sovrasfruttamento del territorio, preoccupanti in termini di capacità di carico, che è ben diverso, ma questo magari ce lo spiegherà qualche professore o professionista che sarà sicuramente più preparato di noi” continuano gli albergatori. “Pensiamo a svolgere il nostro lavoro in silenzio, con umiltà ed onestà” sottolineano. “Per ultimo, il dato aggregato che emerge da una puntuale analisi delle presenze nelle strutture che sottoscrivono il presente comunicato riferisce di un tasso di crescita medio, per quelle intervistate che ricordiamo essere un campione significativo, che va da un 19% di occupazione nel 2014 ad un 25% nel 2017, con punte per singole strutture che superano anche il 30%. – concludono i titolari di alberghi – una corretta analisi della movimentazione dei flussi andrebbe contestualizzata con una valutazione dell’indice di turisticita’ del territorio… Si spera ci sarà modo e tempo per affrontare concretamente tali problematiche per poter finalmente iniziare a parlare di turismo con gli attori del territorio”.