L’OMAGGIO DEI TIFOSI DELL’AQUILA CALCIO ALLE VITTIME DELLA TRAGEDIA DI QUARANT’ANNI FA

Un mazzo di fiori, con i colori dell’Aquila calcio, deposti sulla lapide che in largo Faraglia ricorda la tragedia di quarant’anni fa, consumatasi in quel tristissimo 3 giugno 1979. Come ogni anno da quella domenica di sangue, lutto e dolore, un piccolo gruppo di tifosi, riuniti nell’associazione “L’Aquila me'” oggi pomeriggio ha reso omaggio a Maurizio Climastone, Paolo Centi, Carlo Dionisi e Carlo Risdonne. “Ogni anno vogliamo ricordare questi ragazzi, il più adulto aveva solo 18 anni, che sono rimasti vittime di una tremenda sciagura, ad un passo da questa lapide – ha detto Marco Mancini – con loro intendiamo ricordare anche quegli sportivi che hanno in vario modo sacrificato la loro vita per la passione dello sport”. E proprio i giovani dell’associazione “L’Aquila mea” hanno ricordato un altro evento luttuoso. Nel 1936, in un incidente ferroviario, perse la vita l’allenatore della squadra rossoblu, Attilio Buratti. La morte di Buratti fu tra gli episodi più tragici nella storia dell’Aquila calcio. Il tecnico romano era stato confermato allenatore dell’Aquila a conclusione del campionato 1935-36. Il 3 ottobre del 1936 si mise in viaggio verso Verona dove, il giorno successivo, si sarebbe disputata la quarta giornata di campionato; con lui viaggiavano tredici giocatori, due dirigenti e il massaggiatore della squadra. La littorina lasciò la stazione dell’Aquila nella prima mattina diretta verso Terni. Nel tratto tra Rieti e Contigliano il mezzo si scontrò violentemente con un vagone postale che viaggiava in senso opposto. Buratti morì sul colpo insieme ad almeno altre quattordici persone, mentre tutti gli altri passeggeri del treno rimasero feriti, compresa l’intera comitiva aquilana con diversi giocatori che non poterono tornare a giocare. Intanto per l’anno prossimo già si pensa ad un momento di solidarietà tra le tifoserie dell’Aquila e Sulmona, nel nome delle vittime della tragedia di Largo Faraglia. “Commemorazioni congiunte tra noi e i ragazzi tifosi dell’Ovidiana Sulmona sono già avvenute in questi anni – ha precisato Mancini – potremmo ribadire eventualmente anche con un avvenimento calcistico questo spirito di solidarietà e rendere ulteriore omaggio ai quattro ragazzi che quella mattina di quarant’anni fa persero la vita, mentre viaggiavano verso una partita decisiva per i colori rossoblu”. Sabato prossimo le giovanissime vittime di quell’incidente saranno ricordare anche all’Aquila in un momento che vedrà uniti tutti i tifosi dell’Aquila calcio e la città.