PUNTO NASCITA, MARSILIO: SOSTENIAMO LE RAGIONI DEL TERRITORIO MA L’ULTIMA PAROLA CE L’HA IL MINISTERO DELLA SALUTE

Nuove rassicurazioni e speranze sicuramente ma certezze assolute per salvare il punto nascita non le hanno date né il presidente della Regione, Marco Marsilio, nè l’assessore alla Sanità, Nicoletta Verì che oggi pomeriggio hanno partecipato all’inaugurazione dell’esoscheletro nella casa di cura San Raffaele. In particolare il presidente Marsilio ha chiarito con decisione che la Regione sostiene le ragioni per la salvaguardia del punto nascita ma l’ultima parola è rimessa al Ministero della Salute. “Ci presenteremo al ministero della Salute portando le ragioni del territorio, argomentando le motivazioni per tenere aperto il punto nascita, mettendo in campo una organizzazione del presidio che possa garantire egualmente la sicurezza, nonostante il basso numero di parti che vengono fatti” ha dichiarato il presidente Marsilio, ricordando però che “la responsabilità della scelta compete prima di tutto al ministero della Salute e voglio sperare che dentro al ministero ci sia la stessa sensibilità che abbiamo noi in Abruzzo”.  “C’è attenzione, grande interesse e grande impegno della giunta regionale, sia per il rilancio dell’ospedale di Sulmona, sia per il punto nascita – ha detto l’assessore Verì – non dimentichiamo che siamo ancora in piano di rientro e le nostre proposte vengono osservate dal tavolo di monitoraggio”. “Tengo però a ribadire che da parte della giunta regionale c’è la consapevolezza di far capire l’esigenza di questa vasta area che vive in grosso disagio e che se in certe situazioni vengono a mancare i numeri di parametro c’è però un’esigenza sociale del territorio importante e per la quale ci siamo impegnati, prima e adesso, in maniera determinata ad essere presenti attraverso le nostre richieste ben precise”. “Voglio chiarire a proposito di polemiche strumentali sul punto nascita che già prima di noi qualcuno chiedeva al ministero di non chiudere il punto nascita e puntualmente il ministero rispondeva di chiudere il punto nascita – ha concluso Marsilio – ma nel frattempo la Regione non diceva al ministero per quali ragioni o con quali strumenti intendesse chiedere la deroga e quindi di non chiudere il punto nascita. Ed è quello che invece noi stiamo facendo”. Sulla vertenza dei 14 lavoratori della Casa di cura San Raffaele che entro luglio rischiano il licenziamento. “Il San Raffaele è una grande realtà, presta un servizio di alta specializzazione e alta professionalità e quindi da parte nostra sosteniamo questa struttura e saremo vicini a questi lavoratori che hanno timore di perdere il lavoro” ha concluso Verì. Da parte loro i sindacati ricordano che il Ministero della Salute, nel novembre scorso, ha indicato i criteri per l’adeguamento del budget di presidi sanitari che svolgono attività ad alta complessità. “Il San Raffaele rientra proprio tra questi presidi – osserva Antony Pasqualone, segretario provinciale della Cgil Funzione pubblica – la soluzione dipende quindi dai contratti tra la Regione e la struttura sanitaria”. C’è tempo fino al 23 luglio, quando scadranno i centoventi giorni stabiliti perché la proprietà della casa di cura possa procedere ai licenziamenti.