TRAVERTINO, PALETTI E PANCHINE IN CENTRO STORICO: ARRIVA TARDI LA PROTESTA DELLA MINORANZA

Le prime polemiche, sfociate anche in proteste di piazza, risalgono all’autunno scorso quando avviato il progetto di riqualificazione del centro storico, alcuni cittadini manifestarono davanti all’acquedotto medievale contro il taglio di due pini, indispensabile per il nuovo assetto pensato per la cosidetta “villetta dei pensionati”. Nei mesi successivi, nel marzo scorso, invece fu la volta della protesta sul travertino che ha sostituito la vecchia pietra a confine tra piazza XX Settembre e corso Ovidio. Anche in questo caso proteste sui social e interpellanze in Consiglio comunale. Ora è la volta della polemica su paletti dissuasori e panchine in piazza Carmine, né l’attenzione critica risparmia Largo degli Orefici, per il nuovo marciapiede su cui sono collocati i tavoli di un bar. Tutte proteste e critiche legittime, dettate in fondo dall’amore per la città, salvo l’eccezione di chi sceglie la critica sempre e comunque. Peraltro sappiamo bene che in tempi di social tutti si sentono competenti e “addetti ai lavori”. Quello che però stupisce e non può dirsi legittimo è il comportamento dei consiglieri comunali di minoranza, che probabilmente meglio dovrebbero adempiere al loro compito, in questi casi come sicuramente in altri. Il progetto di riqualificazione del centro storico infatti non è spuntato dal nulla né è stato concepito in queste ultime settimane. Come pure non può essere modificato dalla mattina alla sera con un tratto di penna o con rimedi tentati in tutta fretta. Il progetto che oggi arriva a compimento è stato concepito dalla giunta comunale del sindaco Peppino Ranalli che andata via anzitempo da palazzo S.Francesco lo ha lasciato in eredità alla giunta Casini. Gli atti preliminari del progetto appartengono alla giunta Ranalli, mentre quelli successivi e quindi il progetto esecutivo sono stati compiuti dalla giunta Casini. In questo lasso di tempo però nessuno dei consiglieri comunali di minoranza sembra abbia mai saputo nulla o conosciuto nel dettaglio quel progetto. Nessuno sembra essersene accorto. Solo ora esplode la protesta e tra l’altro non di tutta la minoranza ma solo di alcuni suoi esponenti. Il caso però dimostra la scarsa attenzione e la superficialità che spesso purtroppo segnano la politica e l’impegno amministrativo. E questo preoccupa e fa riflettere. Ci sarebbe stato tutto il tempo per fermare o almeno correggere un progetto oggi fatto segno di proteste, polemiche, osservazioni e obiezioni. E non attenderne l’attuazione, per critiche ormai tardive e probabilmente condannate a non sortire gli effetti auspicati.



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