TRAFORO VERSO CHIUSURA, STRADA DEI PARCHI SPIEGA I MOTIVI DELLA DECISIONE

Strada dei Parchi fin dal 5 aprile scorso annunciò al Governo la chiusura del Traforo del Gran Sasso e il Governo non ha detto nulla in contrario. “Sarebbe singolare se ora ci revocasse la concessione”. Le dichiarazioni sono di Mauro Fabris, vice presidente della società Strada dei Parchi, concessionaria delle autostrade abruzzesi, in un’intervista rilasciata al Giornale radio 1 della Rai. “Serve un Commissario di governo come previsto dallo “Sblocca cantieri” che sarà convertito in legge a giugno. Commissario che, a oggi, non ha risorse né poteri per gestire il traffico della galleria dove c’é il Laboratorio del Gran Sasso, anch’esso proprietà dello Stato. Non si può chiedere alla concessionaria di rischiare penalmente ancora una volta e lasciare che lo Stato proprietario non intervenga – ha spiegato Fabris – Strada dei Parchi non può quindi proporre nessuna soluzione alternativa al Traforo perché siamo stati interdetti a compiere qualsiasi azione e al tempo stesso siamo stati rinviati a giudizio. Non si può chiedere ad una società di rischiare ulteriormente dal punto di vista penale laddove chi ne è titolare, cioè lo Stato, non interviene». «La Procura di Teramo – ha ricordato poi il vicepresidente di Strada dei Parchi – ha rinviato a giudizio i vertici di Strada dei Parchi, dei Laboratori del Gran Sasso e dell’acquedotto Ruzzo Reti. Questo per un incidente avvenuto nel 2017. Strada dei Parchi non ha il potere di intervenire nella situazione che c’è e che richiederebbe l’impermeabilizzazione della galleria con una spesa che si aggira intorno ai 170 milioni di euro. Il ministero delle Infrastrutture ci ha risposto che noi non dobbiamo intervenire quindi il Governo ha detto che Strada dei Parchi non ha la competenza». Secondo Fabris l’unico provvedimento possibile «è chiudere la galleria per evitare nuove accuse».