PROVINCIA E ASL CONTRO LA CHIUSURA DEL TRAFORO DEL GRAN SASSO

La Provincia dell’Aquila pronta a pronunciarsi contro la chiusura del traforo del Gran Sasso. È stata convocata già per venerdì prossimo, 17 maggio, dal presidente della commissione viabilità, Gianluca Alfonsi, la riunione per deliberare contro la decisione annunciata dal gestore della tratta, Autostrada dei Parchi. La Provincia dell’Aquila, come afferma il presidente della commissione, Gianluca Alfonsi, si è immediatamente attivata ed ha avviato tutte le procedure per evitare la chiusura del traforo che  comporterebbe, per l’intera provincia aquilana, danni ingenti e irreparabili al comparto economico e produttivo a un territorio già fortemente penalizzato dagli eventi sismici degli ultimi anni. “La chiusura comporterebbe, di fatto, un isolamento dei nostri territori dal resto della regione Abruzzo e dalle principali direttrici commerciali del corridoio adriatico e,  l’utilizzazione della strada che passa attraverso il valico delle Capannelle, ci riporterebbe di colpo nel secolo scorso” sottolinea Alfonsi. Il presidente della Provincia, Angelo Caruso, dichiara che il danno, oltre che per la città dell’Aquila e la provincia, si ripercuote sull’intero Paese, collegando il traforo il Tirreno con l’Adriatico, ovvero tutti i passaggi e gli scambi siano essi di natura commerciale o di collegamento con le principali infrastrutture dei territori, quali ospedali, università, uffici, senza dimenticare che dovrebbe cessare la propria attività una delle eccellenze italiane di livello internazionale, quale il  Laboratorio di Fisica nucleare del Gran Sasso. In allarme anche l’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila. “Non sarebbero più garantite le prestazioni salvavita perché i percorsi alternativi sono impraticabili” sottolinea il direttore generale facente funzione, Simonetta Santini. “Gli interventi d’urgenza, dall’ospedale di L’Aquila a quello di Teramo – afferma Santini – sarebbero a forte rischio poiché i ritardi  nel trasporto del paziente metterebbero a repentaglio la vita del malato o, più realisticamente, potrebbero causarne il decesso durante il tragitto” “La nostra Asl, per affrontare specifiche emergenze – spiega il direttore – “ha una convenzione con la Asl di Teramo per la cardiochirurgia e per la chirurgia toracica, branche di cui il San Salvatore è privo. Identica problematica, in senso inverso, vale per l’ospedale di Teramo che, non disponendo della radiologia interventistica e della Tin (terapia intensiva neonatale) deve rivolgersi al presidio del capoluogo regionale. Cosa accadrebbe su entrambi i fronti, con le ambulanze impossibilitate a transitare sull’autostrada e a trasferire velocemente i pazienti nei tempi compatibili per salvare la vita dei malati?” “Oltre a questo importante, prioritario aspetto, l’interruzione della viabilità penalizzerebbe ulteriormente i residenti delle zone interne, già gravati da costi assai esosi nella fruizione  di alcune prestazioni sanitarie” aggiunge Santini. “Da ultimo va considerato un ulteriore disagio, in termini di percorrenza, tempi e spese, per gli operatori sanitari del versante teramano e aquilano che ogni giorno si spostano da una parte all’altra per raggiungere i rispettivi ospedali e, in generale” conclude il dirigente Asl – “per tutti i cittadini che devono raggiungere posti di lavoro nelle aree delle due province”.