POLIZIOTTI PENITENZIARI CANDIDATI ALLE COMUNALI PER RESTARE UN MESE A CASA

Saranno una ventina gli agenti in servizio nel penitenziario sulmonese di via Lamaccio candidati al Consiglio comunale, per le elezioni di maggio, tra Pacentro, Introdacqua ed altri comuni al voto. Come sempre candidature solo simboliche, per restare un mese senza impegni di lavoro e come quasi sempre è accaduto per raccogliere zero preferenze, nemmeno la propria. In più le assenze elettorali mettono in affanno il penitenziario, dove i più anziani sono costretti a supplire al vuoto in organico che lasciano i candidati. In tutto Abruzzo saranno una sessantina gli agenti in campagna elettorale. A difendere però il diritto a candidarsi anche degli agenti penitenziari, senza però provocare disagi nelle strutture, è Mauro Nardella, segretario territoriale della Uil-Pa polizia penitenziaria. “Va cambiata la legge 121 del 1981 che riformando la polizia di Stato e tutto le forze di polizia e le forze armate impone a chi si candida di restare per un mese a casa – sostiene Nardella – come pure chi viene eletto per tre anni sarà esiliato e trasferito in altra sede, sono discriminazioni inaccettabili e vergognose”. Resta però il fatto che dati i risultati elettorali, salvo rarissime eccezioni, come quella dell’ex consigliere comunale a Sulmona, Roberto Gentile, la candidatura dei poliziotti penitenziari appare una scelta opportunistica.