IL MISERERE TRINITARIO, IL TRITTICO E IL CANTO IN LATINO DI FRATTAROLI INCANTANO IL PUBBLICO DELL’ANNUNZIATA (video)

Il trittico realizzato dall’artista sulmonese Vincenzo Di Primio ha incantato il pubblico della chiesa dell’Annunziata nella serata del concerto del coro dell’Arciconfraternita SS.Trinità che ha eseguito i brani del Miserere, musicato dall’aquilano Raffaele Scotti, negli anni tra il 1870 e il 1875, che saranno riproposti durante la processione del Cristo Morto. Il trittico del maestro Di Primio rappresenta i simboli sacri della processione del Cristo Morto a Sulmona, tra i quali spicca il maestoso Tronco, la grande croce che apre la processione con alcune immagini dei momenti più suggestivi della tradizione del venerdi santo. “Un lavoro di cesello, come il migliore degli orafi, fatto in punta di pennello” ha sottolineato Beatrice Ricottilli che ha presentato l’opera. Ospite d’eccezione della serata il cantautore Beppe Frattaroli, originario di Bugnara, che ha proposto tre suoi brani, tra cui due in latino, frutto dello spettacolo “Buonasera brava gente” che sta ottenendo grande successo in campo nazionale. Canzoni che ispirano riflessioni di grande profondità spirituale. Una riflessione sul significato della settimana santa, inaugurata dalla domenica delle Palme, è venuta poi dal vescovo Michele Fusco, mentre il cappellano del sodalizio trinitario, don Gilberto Uscategui, con l’ausilio di un video ha ripercorso le tappe di un progetto di beneficenza in America Latina, sostenuto anche dai trinitari. Il finale è stato tutto dedicato all’ascolto del coro dell’Arciconfraternita, diretto dal maestro Alessandro Sabatini, accompagnato all’organo dal maestro Maurizio Ricciotti. Il Miserere è la musica “anima” liturgica della processione del Cristo Morto, caratterizzata dallo “struscio” che ritma il passo dei cantori trinitari e dei portatori delle statue.



Un pensiero riguardo “IL MISERERE TRINITARIO, IL TRITTICO E IL CANTO IN LATINO DI FRATTAROLI INCANTANO IL PUBBLICO DELL’ANNUNZIATA (video)

  • 15 Aprile 2019 in 16:48
    Permalink

    Sempre emozionante e da pelle d’oca

    Risposta

Il tuo commento