LICEALI IN PIAZZA: IL CLASSICO TORNI NELLA SUA SEDE, TROPPI DIECI ANNI DI ATTESA (Video)

Sono scesi in piazza gli studenti del Liceo classico Ovidio, per chiedere il ritorno nella sede storica di piazza XX Settembre chiusa da dieci anni, perché inagibile. Un tempo troppo lungo, tra nodi dapprima politici e poi burocratici e tecnici, con studenti e personale scolastico costretti a peregrinare da un edificio ad un altro, sopportando disagi costanti. “Non chiediamo solo il diritto di tornare nella sede storica ma l’adempimento del dovere, da parte delle istituzioni, perché il liceo torni a casa sua” ha detto Francesco Balassone, rappresentante d’istituto, in assemblea, appena approdato il corteo in piazza, scandendo slogan all’ombra del vate Ovidio. “Senza la sede del liceo il centro storico sta morendo, lottiamo per il liceo nella sua sede ma anche per la rinascita della nostra città” ha detto una studentessa. “Non accettiamo che tra beghe politiche e lentezze della burocrazia siano sempre i cittadini a pagare – ha ripreso uno studente – e poi si continua a parlare di scuola e di giovani da valorizzare, in questo stato di cose sono solite chiacchiere e nulla di più”. Poi sulla piazza è sceso il silenzio, per un momento di raccoglimento in ricordo delle vittime della tragedia del 6 aprile. Ma quali siano gli impedimenti che bloccano ancora l’avvio dei lavori all’edificio del Liceo tentano di chiarirlo l’assessore all’Istruzione, Pierino Fasciani e il consigliere provinciale Mauro Tirabassi, che ha chiesto la convocazione della commissione edilizia scolastica della provincia. “I fondi ci sono – ha precisato subito Fasciani – il vero nodo sta nelle osservazioni, oltre una decina, formulate dal genio civile al progetto di ristrutturazione, il comune la sua parte la sta facendo ma bisogna comunque andarci cauti, perché si tratta di un edificio molto antico e fragile e quindi ogni valutazione sulla vulnerabilità non è assolutamente semplice”. Tirabassi invece ha ricordato che “la Provincia, compiuto quanto di sua competenza, funge da stimolo perché siano accelerati i tempi per l’avvio dei lavori”. 



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