L’AUTOPSIA PER L’EX FERROVIERE NON SCIOGLIE TOTALMENTE I DUBBI, PROCURA VERSO IPOTESI DI OMICIDIO PRETERINTENZIONALE

L’autopsia su Filippo Recchione, l’ex ferroviere morto ieri dopo un’agonia di quasi due mesi, non scioglie i dubbi sulle cause effettive del decesso ma aggrava la posizione del giovane indagato. Infatti dai risultati è emerso che il decesso avvenuto per choc emorragico potrebbe essere stato provocato dalle fratture riscontrate allo zigomo e all’orbita dell’occhio nel corso dell’autopsia. Secondo l’anatomopatologo Luigi Miccolis è prematuro fare qualsiasi conclusione, è invece necessario confrontare il quadro clinico preesistente con quello attuale. Ciò significa che bisogna verificare se le fratture riscontrate sul volto dell’ex ferroviarie siano state causate dai colpi ricevuti durante la lite con il fidanzato della figlia o siano stati provocati solo da una caduta accidentale. Nel frattempo la Procura, proprio all’esito dell’autopsia, potrebbe formulare già da domani il capo d’imputazione, non escludendo l’ipotesi dell’omicidio preterintenzionale, cioè una morte provocata oltre le intenzioni del responsabile.