REPARTINO DETENUTI OSPEDALE, NULLA DI FATTO. NARDELLA: CHIEDO CHIAREZZA

“Non si è fatto in tempo a festeggiare, nell’ormai lontanissimo mese di novembre, la consegna del nuovo ospedale di Sulmona e quindi della possibile contestuale soluzione dei problemi legati alla gestione dei detenuti da ricoverare che un misterioso quanto inspiegabile ritardo è intervenuto caratterizzando in negativo la storia attuale della sanità penitenziaria nostrana”. A denunciarlo è il segretario territoriale della Uil Polizia penitenziaria, Mauro Nardella. “Credevamo che l’inaugurazione avvenuta in pompa magna più di tre mesi fa avesse posto la parola fine al lungo calvario subito dagli agenti di polizia penitenziaria di stanza al carcere di piazzale vittime del Dovere ma, a quanto pare, tutto è ancora lasciato in balia dell’incertezza più assoluta – sostiene Nardella – a questo punto viene spontaneo chiedersi il motivo di tanto ritardo, atteso che tutto faceva presagire che, dal momento del taglio del nastro, tutto si sarebbe potuto svolgere, nell’ambito della consegna dei locali, in pochissimo tempo”. Invece quanto sospirato non è avvenuto, a totale danno degli operatori penitenziari, della loro sicurezza e dell’economia nazionale costretta a subire costi decuplicati per operazioni di traduzione dei detenuti e piantonamento in ospedale. “Tali operazioni giova in mancanza di locali presidi si svolgono in ambiti extraterritoriali con inevitabile aggravio di costi e rischi” ricorda l’esponente sindacale. “Chiederò dapprima lumi al direttore sanitario del locale nosocomio e se sarà necessario, stante la natura commissariale che caratterizza l’attuale dirigenza generale, interroghero’ l’assessore regionale alla sanità sui motivi che stanno alla base di questo, a nostro avviso, ingiustificato quanto strano ritardo”conclude Nardella.