INCHIESTA PER OMICIDIO STRADALE, AUTOPSIA SULLA VITTIMA DELL’INCIDENTE SULLA STATALE 17

Autopsia domani per Loredana Carissimi, l’aquilana morta sabato mattina nel tragico incidente stradale avvenuto sulla Statale 17, tra Corfinio e Roccacasale. I carabinieri della compagnia di Sulmona hanno aperto un’inchiesta in cui si ipotizza il reato di omicidio stradale. I carabinieri hanno parlato di “atto dovuto” ma l’obiettivo è di accertare se il conducente dell’auto al momento dell’incidente abbia avuto effettivamente un malore, perdendo il controllo della vettura, fino a causare l’impatto mortale. Gli esami tossicologici hanno escluso assunzione di alcol e di sostanze stupefacenti, anche perché l’uomo Antonio di Censo di 50 anni, risulta essere astemio. Lo stesso 50enne ha avuto analogo incidente un paio di mesi fa, quando anche in quella circostanza ha perso il controllo dell’auto all’altezza della rotonda della clinica San Raffaele, anche in quel caso per un improvviso malore. Con lui, anche in quell’incidente, c’era la stessa Loredana Carissimi e i due uscirono illesi per puro caso perché l’auto sulla quale viaggiavano salì prima sulla rotonda attraversando senza controllo l’intera sede stradale, per poi finire la folle corsa nel piazzale interno della clinica San Raffaele dopo aver sfiorato di pochi centimetri un palo della luce. C’è poi il caso di lunedì sera quando Di Censo avrebbe raggiunto l’ospedale di Sulmona per scompensi cardiaci che negli ultimi tempi si sono fatti più frequenti e che gli procurano improvvisi malori. Dopo essere stato tenuto sotto controllo l’uomo è stato dimesso dai medici con la prescrizione di doversi sottoporre nel giro di pochi giorni ad un piccolo intervento chirurgico per l’installazione di un regolatore del battito cardiaco. Secondo i familiari, anche alla luce del tragico incidente di sabato mattina, il 50enne non doveva essere dimesso. “In questo modo si sarebbe evitata una tragedia”, ripetono da due giorni i suoi familiari. Tant’é che dopo il suo ricovero in ospedale avvenuto sabato subito dopo l’incidente, i medici del reparto Utic hanno deciso di accelerare i tempi e di sottoporre l’uomo al previsto intervento già da questa mattina. La donna che ha perso la vita nell’incidente era separata e madre di tre figli. Lavorava come badante e dopo il terremoto del 2009, per sei anni, ha vissuto in un alloggio del Progetto Case di Bazzano prima di trasferirsi ad Arischia.