NUOVA GIUNTA IN CONSIGLIO, OPPOSIZIONI ALL’ATTACCO

La seduta di Consiglio comunale, questa mattina, alle 10.30, a palazzo S.Francesco sarà il primo banco di prova per la neonata giunta, con il sindaco Annamaria Casini che illustrerà programmi e obiettivi per il prosieguo della consiliatura. Chiuso il capitolo delle presunte incompatibilità di alcuni assessori tutte risolte, il clima nella giunta appare più disteso. Anche in casa Pd sembrano sopiti i malumori della vigilia. Mentre l’opposizione, con manifesti apparsi da ieri in città, dichiara pieno dissenso per la neonata giunta. Il manifesto, sottoscritto da Lega, Forza Italia, Azione Politica, Alleanza per Sulmona ed una formazione di centrosinistra, Solidali e Popolari, quella di Mimmo Di Benedetto, contesta l’accordo Casini-Di Masci. Ma la gestazione del manifesto è stata abbastanza travagliata. Per mettere tutti d’accordo sui simboli non è stato facile. Così la Lega porta un simbolo personalizzato dal coordinatore territoriale Fabio Federico, dove non compare né il nome del leader e ministro Salvini né la tradizionale immagine dell’Alberto di Giussano. Infatti per motivi tutti interni alla Lega l’ex sindaco non ha avuto autorizzazione dai vertici regionali e cittadini all’uso del simbolo. E’ probabile che il caso avrà sviluppi ulteriori nei prossimi giorni. Invece accanto agli altri simboli in una prima stesura del manifesto appariva anche quello di Avanti Sulmona, il gruppo del consigliere comunale Fabio Pingue, mentre nella seconda stesura quel simbolo è scomparso. Anche in questo caso ci sarebbe stato un ripensamento a firmare quel manifesto da parte del gruppo di Avanti Sulmona che dopo la rottura con il sindaco Casini vuole evitare di tagliare i ponti anche con il Pd. Nel manifesto titolato “Giunta-Truffa”, i gruppi di opposizione accusano il nuovo esecutivo di essere “frutto di un vero e proprio inciucio perpetrato ai danni dei cittadini sulmonesi, ostaggio ormai di personaggi senza scrupoli. La giunta è nata da interminabili trattative tra ben noto personaggi della politica cittadina, che sulla pelle di Sulmona, stanno portando a termine un’intollerabile operazione spartitoria”
Sul fatto di aver evitato il commissariamento del Comune i gruppi di opposizione ritengono che la città abbia già sfiduciato il sindaco Casini “invitandola ad abbandonare un incarico evidentemente troppi impegnativi per le sue capacità”.