CROCE E RAIANO, LA VERA STORIA DI QUEL RAPPORTO

“Il rapporto tra il filosofo Benedetto Croce e Raiano non nacque, come qualcuno ha affermato, per questioni sentimentali”. Alla vigilia del convegno dedicato al rapporto tra Croce, Raiano e le sue frequentazioni peligne, interviene a precisare la storia di quel connubio Andrea Giampietro, già collaboratore del compianto Professor Ottaviano Giannangeli. “Il legame tra Croce e Raiano nacque perché lì viveva sua cugina (da parte paterna), Teresa Petroni, sposata a Valentino Rossi, e non perché vi abitasse Angelina Zampanelli, che invece egli conobbe a Napoli e che lo accompagnava a Raiano nei suoi soggiorni estivi”, precisa anzitutto Giampietro. “Teresa e Valentino ebbero una figlia, Diomira, che sposò Camillo Sagaria (che non ebbe solo fama come uomo politico in Abruzzo ma anche come ambasciatore in Germania), e dalle loro nozze nacque Raffaele, padre di Camillo Sagaria-Rossi, attuale proprietario del palazzo di famiglia. Terribile errore quello di imparentare la Zampanelli, e non Croce, con i Rossi”.
Ricorda inoltre Giampietro che il rapporto tra Croce e Raiano fu già messo in evidenza da Giannangeli, ben oltre cinquant’anni fa, quando lo scrittore e poeta raianese, su richiesta di Giovanni Titta Rosa, scrisse il primo articolo sull’argomento, comparso sull’Osservatore politico letterario (1964) e poi inserito nel volume Operatori letterari abruzzesi (Lanciano, Itinerari, 1969). Così pure nel ’66, un altro autorevole personaggio della cultura abruzzese, come Damiano Venanzio Fucinese, pubblicò dieci lettere inedite di Croce alla cugina Teresa (una di queste è indirizzata al genero di lei, Camillo) in un prezioso articolo sulla rivista Dimensioni. “Furono i due studiosi raianesi ad affrontare per primi questo aspetto della vita del filosofo; aspetto che subito riscosse un interesse nazionale”, sottolinea Giampietro. “Se ne parlò infatti su settimanali come Oggi e Gente, e su riviste specializzate, come Misura, dove, nel 1986, Antonio Cordeschi pubblicò il saggio I soggiorni raianesi di Benedetto Croce (1907-1913)”. Individuare una data certa dell’inizio dei “soggiorni raianesi” resta difficile. “Di certo alcune lettere del filosofo a Giuseppe Prezzolini, datate 1905, furono inviate da Raiano. Si sostiene con sicumera che tali visite ebbero inizio nel 1893, ma è presumibile ci si confonda con l’anno in cui Croce conobbe la Zampanelli (ricordiamolo: a Napoli e non a Raiano!)”, tiene a chiarire Giampietro.
Egli ricorda inoltre che nel 1991 si tenne un Convegno Nazionale di Studi, intitolato “Croce e la Cultura Meridionale” (Sulmona-Pescasseroli-Raiano), a cui parteciparono letterati ed accademici come Mario Sansone, Francesco Sabatini, Aldo Vallone, Giuseppe Papponetti e lo stesso Giannangeli, che intervenne con l’illuminante relazione Croce e la riconquista dell’Abruzzo, poi pubblicata nel volume Scrittura e radici (Lanciano, Carabba, 2002). “Direi quindi che non è di recente ma da un bel po’ di tempo che il rapporto tra Croce e Raiano viene analizzato e dibattuto”, conclude Giampietro. “Spiacevole infine che non si parli del Palazzo Sagaria-Rossi e del suo proprietario, che metterebbe a disposizione il luogo ed il materiale per questo nascente ritrovo culturale. Eppure ogni buon progetto per il futuro dovrebbe nascere dalla memoria di quanto è stato”.