FESTIVAL M5S A PRATI DI TIVO, IL SINDACO DI ROCCARASO:NESSUNA PROPOSTA, ABRUZZO OFFESO

Non è piaciuto al sindaco di Roccaraso, Francesco Di Donato, candidato consigliere regionale nelle liste a sostegno del candidato presidente Giovanni Legnini, il festival pentastellato sulle nevi di Prati di Tivo. “Un’inutile passerella elettorale, un parlarsi addosso poco costruttivo che non ha partorito nessuna proposta concreta e che offende l’Abruzzo facendolo sembrare una Regione medioevale. Dal punto di vista del turismo invernale siamo invece un’eccellenza a livello nazionale: abbiamo bisogno di sostegno per realizzare i nostri progetti e non possiamo permetterci il lusso di aspettare che Sara Marcozzi capisca di cosa stiamo parlando, facendoci perdere tempo prezioso e competitività” ha accusato Di Donato, esprimendo una severa censura all’iniziativa del M5S. “Non si sono accorti che in questi anni l’Abruzzo è stata una fra le primissime regioni ad approvare una legge che disciplina l’attività dei maestri di sci – ha continuato Di Donato – non si sono accorti che il governo Gentiloni ha firmato per l’Abruzzo il primo contratto istituzionale di sviluppo dedicato alla montagna che prevede investimenti pubblici e privati per milioni di euro dedicati alle infrastrutture e ai servizi. Non si sono accorti che il Polo per l’innovazione turistica abruzzese ha realizzato un booking per la gestione delle prenotazioni e dei servizi al quale tutta l’Europa alpina guarda con ammirazione”. “Lavoriamo con esperti di programmazione e marketing fra i migliori d’Italia, spendiamo bene i fondi europei. Non voglio parlare di Roccaraso e del comprensorio dell’Alto Sangro che ogni anno registra un milione di presenze – ha concluso il sindaco – voglio parlare di Ovindoli e di Campo Felice dove c’è un esaltante afflusso di turisti, del Gran Sasso e delle sue incredibili potenzialità, di Scanno che sta cercando di ripartire e di Cappadocia che dopo tanti anni è riuscita a riaprire gli impianti. Invece a Prati di Tivo di tutto questo non se n’è parlato: un festival dell’ovvietà di chiaro sapore elettorale che ha molto deluso tutti gli operatori della montagna”.