NO SNAM, LETTERA APERTA DEI COMITATI AI CANDIDATI REGIONALI

Mantenere ferma la contrarietà alle opere impattanti, a cominciare da centrale e metanodotto Snam,  astenendosi dall’adottare o fare proprio qualsiasi atto che sia in contrasto con quanto già adottato, al riguardo, dal precedente Consiglio regionale. Dai comitati ambientalisti arriva l’appello ai quattro candidati alla presidenza della Regione, in una lettera aperta. “Mantenere ferma la negazione dell’intesa per quanto concerne il metanodotto Sulmona-Foligno. Effettuare la Valutazione Ambientale Strategica per il metanodotto Larino-Chieti. Intraprendere ogni iniziativa per esercitare pienamente il proprio ruolo di opposizione a tutte quelle opere che mirano a trasformare la nostra Regione in un distretto minerario. Chiedere al Ministero dell’Ambiente la riapertura della Valutazione di impatto ambientale dell’opera “Rete Adriatica” – metanodotto e centrale – perché l’iter seguito presenta macroscopici vizi procedurali quali il frazionamento dell’intero progetto in cinque tronconi; la mancanza della necessaria V.A.S., lo sdoppiamento delle procedure nel 2011, una per la centrale e una per il metanodotto, elementi che sono anche oggetto di ricorso al T.A.R..
La riapertura della procedura V.I.A. si rende necessaria in quanto il decreto risale ad otto anni fa (7/03/2011) e non tiene pertanto conto degli eventi sismici degli ultimi anni che hanno modificato sensibilmente le aree interessate dal percorso del metanodotto. Chiedere una valutazione costi-benefici dell’opera considerando, tra i costi, non solo quelli strettamente economici, ma anche quelli che incidono sull’ambiente, sulla salute e sull’economia locale” sono questi gli obiettivi indicati dai comitati ambientalisti. “Al fine di approfondire tali tematiche, invitiamo i singoli candidati alla Presidenza della Regione Abruzzo ad un incontro da effettuarsi a Sulmona dove i cittadini sono in lotta da undici anni e dove il 21 aprile dello scorso anno, si è svolta una imponente manifestazione con migliaia di partecipanti contro tali opere che hanno l’obiettivo di fare dell’Abruzzo e dell’Italia l’Hub del gas” conclude la lettera aperta.