DOPO 60 ANNI IL CONSIGLIO DI STATO METTE LA PAROLA FINE ALLA REALIZZAZIONE DI UN COMPLESSO TURISTICO DI 140 APPARTAMENTI A RIVISONDOLI

Un complesso turistico composto da 140 appartamenti da realizzare a ridosso dell’Hotel Cinquemiglia nella zona del valico della Portella. Per il sindaco di Rivisondoli, una vera e propria speculazione edilizia, alla quale si è opposto fermamente arrivando nei giorni scorsi alla definitiva soluzione con il Consiglio di Stato che ha messo la parola fine a una vicenda lunga 60 anni. Tutto è iniziato nel lontano 1958 con l’acquisizione da parte delle società Montepratello Immobiliare s.p.a, e House Montepratello s.r.l. (società che non hanno nulla a che vedere con la Monte Pratello che gestisce gli impianti di risalita di Rivisondoli), dei terreni per la realizzazione di un complesso turistico proprio all’inizio dell’Altopiano delle Cinquemiglia. Nel 1977 la società ottiene la concessione edilizia ma da quel momento inizia una lunga battaglia con il Comune con ricorsi e controricorsi, fino al 2009 quando il Comune, proprio per chiudere il contenzioso decide di proporre alla società Montepratello Immobiliare s.p.a. di manifestare la propria eventuale disponibilità a localizzare l’intervento di realizzazione di case per vacanze in località Difesa, su aree di proprietà comunale da permutare con quelle in località Portella di proprietà della società stessa ed allo stato interessate dall’intervento. Tra l’altro sempre il Comune aveva espresso parere tecnico contrario alla realizzazione del complesso turistico in località Portella perchè l’intervento proposto non risultava essere conforme agli strumenti urbanistici vigenti. 

Il parere negativo di conformità urbanistica è datato 5 marzo 2009 al numero di protocollo 1341, reso dal Responsabile del Servizio tecnico del Comune di Rivisondoli, e da questi trasmesso al SUAP (Sportello Unico delle attività produttive) del patto territoriale Sangro Aventino. Ma secondo le due società che avevano proposto il progetto “entrambi gli atti denotano chiara natura lesiva, costituendo arresto procedimentale rispetto all’istanza di definizione del procedimento edilizio da ultimo presentata dalla società ricorrente”. Non per il consiglio di Stato che ha dato ragione al Comune chiudendo definitivamente la vicenda. “Finalmente è stata messa la parola fine ad un contenzioso lunghissimo durato 60 anni”, afferma il sindaco Ciampaglia, “una vera speculazione edilizia che andava a stravolgere il paesaggio dell’Altopiano delle 5 Miglia”