IN 14 EX CONSIGLIERI REGIONALI ED EX PARLAMENTARI NON VOGLIONO PERDERE IL DOPPIO VITALIZIO

Non vogliono perdere il doppio vitalizio, privilegio di cui godono già da anni, gli ex consiglieri regionali abruzzesi ed ex parlamentari, ancora titolari di quel bel gruzzolo e provano a scongiurare l’applicazione della legge regionale che abolisce il vitalizio regionale per quanti ex parlamentari già godono dell’altro vitalizio. A questo scopo gli interessati hanno fatto ricorso al Collegio garanzie statutarie della Regione. La legge regionale peraltro ha già ridotto in ogni caso l’importo dell’assegno, dal 9 al 25 per cento, a partire dagli assegni superiori a 1.500 euro mensili per finire a quelli di oltre 6.000 euro. I titolari del doppio vitalizio contestano il fatto che il Consiglio regionale, in regime di “prorogatio” e sciolto dopo le dimissioni di metà agosto del presidente della Regione Luciano D’Alfonso, fino alle prossime elezioni può legiferare, come da statuto, solo sulla normale amministrazione, e su misure urgenti e indifferibili. E la norma contestata non potrebbe essere qualificata né come caso di normale amministrazione né come misura urgente e indifferibile. Il doppio vitalizio viene percepito in Abruzzo da 14 ex consiglieri regionali ed ex parlamentari, cui andrebbero ad aggiungersi altri 5. Una novantina sono invece gli ex consiglieri regionali titolari del solo vitalizio regionale. A partire dai 65 o anche dai 60 anni con penalità, di assegni che vanno dai 1.800 euro, in caso di una sola legislatura all’Emiciclo, ovvero con 4 anni di contributi appena, ad un massimo di 5 mila euro al mese, per più legislature. Nè vanno dimenticati gli eredi di consiglieri regionali che ritirano l’assegno di reversibilità, da 1.000 a 2.800 euro circa. Gli attuali consiglieri uscenti, alla prima esperienza all’Emiciclo,il vitalizio non lo percepiranno, essendo stato abolito nel 2011, a partire appunto da questa legislatura. Il costo per le casse regionali è stato stimato per il 2019 nel bilancio di previsione del Consiglio, in 4 milioni e 935 mila euro, nel 2018 il costo è di 4 milioni e 650 mila euro. C’è infatti un onda lunga di beneficiari che man mano arriva all’età minima di 60 anni per ottenere l’assegno, e solo nel 2021 sarà raggiunto il picco oltre cui, anche senza nuovi provvedimenti, la spesa man mano si ridurrà fino ad azzerarsi. Titolari del doppio vitalizio sono Luigi Borrelli (vitalizio regionale lordo: 3.026,75 euro , vitalizio parlamentare netto 2.121,68 euro), Francesco Cicerone ( 3.083 +2.134), Tommaso Coletti ( 2.219 +2.381), Ottaviano Del Turco (.2.385+ 4.581), Augusto Di Stanislao ( 2.983 + 980), Antonio Falconio (3.577+2.157), Antonio Franchi (2.176 + 3.408), Ferdinando Marghutti (1.911 + 2.217), Arnaldo Mariotti (2.478 2.138), Gianni Melilla (3.844+ dato non disponibile),Tommaso Perantuono (1.813, +4.047), Antonio Saia (3.816+ 3.007), Angelo Staniscia (2.385 +4.581), Bruno Costantini (3.816+3.408). In attesa di vitalizio regionale, cui finora non vi hanno rinunciato, sono invece Maurizio Acerbo, Luciano D’Alfonso, Alfonso Mascitelli, Stefania Pezzopane e Filippo Piccone.