APRE A POPOLI “DON EVANDRO”, BISTROT DI CUCINA E CULTURA

Da Popoli, sua cittadina d’origine, era emigrato a Milano, dedicandosi all’arte della pittura. Ora Pierluigi Antonucci, popolese doc, dopo aver frequentato da artista i locali milanesi più particolari e ricercati, ha deciso di tornare al suo paese, portando con sé il suo bagaglio di esperienza. Un’avventura del tutto nuova quella che si appresta a vivere Pierluigi Antonucci, che sabato scorso ha inaugurato il “Don Evandro Bistrot” in via Nunzio Sulprizio, a pochi passi dalle sorgenti del Pescara. Un locale particolare dove si respira cultura e buona cucina. “L’idea nasce dalla voglia di tornare a casa. Vivevo a Milano ma da tempo pensavo all’Abruzzo e alle mie origini e mi sono chiesto cosa di bello ci fosse nella mia regione ed in particolare a Popoli – racconta Antonucci – ho quindi deciso di mettere insieme paesaggio e prodotti tipici”. “La mia passione oltre che per la pittura è la cucina – prosegue il titolare del locale – così facendo una fusione tra pittura e gastronomia è nato il Don Evandro”. Antonucci ha scelto il nome del locale per ricordare suo nonno, Evandro. “E’ un po’ un riscatto questo locale, infatti mio nonno era persona che voleva sempre fare iniziative – spiega Antonucci – ma un poco per il fatto che non aveva mezzi sufficienti, un poco perché mia nonna Dora lo frenava, non è mai diventato imprenditore. Questa è una rivincita che gli sto dando io ed ecco Don Evandro”. La cucina è stata sempre una delle sue passioni più grandi, accanto alla pittura. “Il binomio pittura e cucina mi ha sempre appassionato” sottolinea Antonucci che ha anche frequentato un corso da chef nell’Accademia Italiana di Bologna, per perfezionare la tecnica. “Ma la cosa principale resta l’amore per gli ingredienti, l’amore per il territorio, l’amore nel trasmettere emozioni agli altri” sottolinea il titolare del locale. “I piatti “di punta” del locale saranno il gambero e la trota, piatti locali rivisitati facendo però una cucina particolare – spiega lo chef – piatti tradizionali con ingredienti nuovi, come “acc, patane e fascjul” (sedano, patate e fagioli). Partire dalla tradizione e aggiungere ingredienti, sempre nella massima semplicità ma tenendo presente sempre la qualità”. Tra gli ingredienti che Don Evandro propone nei suoi menù spiccano i formaggi di Anversa, il maiale nero di Vittorito, la ventricina di Vasto, lo zafferano di Navelli. “La scelta è di guardare al territorio – continua Antonucci – ma non ci limitiamo a questo. Amo anche il confronto. Per esempio a tavola metteremo anche vini della Calabria e qualche altro prodotto di eccellenza come la ‘nduja. Ci piacciono le contaminazioni”. L’arredamento del locale è stato curato dall’architetto Serena Ciampa. I quadri esposti nel locale sono naturalmente dello stesso Antonucci. “Ho voluto un locale arredato in modo tale che chi vi entra si senta come a casa” precisa ancora Antonucci. Il locale ha una parte dedicata agli aperitivi, con salottini, e l’altra per pranzi e cene. Un locale molto intimo, con ventotto coperti, dove si nota chiaramente l’impronta del titolare e delle sue esperienze passate. Buon Don Evandro a tutti