POPOLI, ATTO AZIENDALE ASL DECRETA LA MORTE DELL’OSPEDALE. LA MINORANZA CONSILIARE CHIEDE RICORSO AL TAR

“L’atto aziendale dell’Asl di Pescara per l’ospedale di Popoli non rispetta la legge votata dal Parlamento che prevede per il nosocomio popolese una proroga fino al 2021.
La giunta con questo atto decreta la fine del nostro ospedale”. Lo affermano i consiglieri comunali di Popoli, Mario Lattanzio e Vanessa Combattelli che chiedono al sindaco Concezio Galli di impugnare la delibera di atto aziendale davanti al Tar. “
E’ chiaro che l’atto aziendale sancisce una grave offesa e penalizzazione per l’ospedale di Popoli, viene infatti spogliato lentamente di reparti fondamentali, un processo che avviene mentre le promesse politiche ed elettorali cominciano ad offuscare la verità.
Ma proprio mentre tutto questo si verifica noi ci ritroviamo con una struttura senza più personale, spogliata di ogni sua competenza” continuano i due esponenti di minoranza. Lattanzio e Combattelli sottolineano che 
i cittadini, non solo di Popoli, ma di tutto il circondario,  sono privati di una necessità così ovvia specie per un territorio a così alto rischio.
 “L’atto aziendale doveva mantenere tutti i reparti e servizi esistenti prima del terremoto, ma non lo ha fatto.
Per esempio:
 la radiologia viene declassata ad unità semplice pur avendo macchine complesse tac, risonanza magnetica e mammografi. 
Non solo: non vengono sostituiti medici e infermieri che vanno in pensione.
Questa rappresenta una grave ferita per tutto il nostro territorio, ci riteniamo offesi ed amareggiati, nulla è stato fatto, si è alzata la voce senza però riuscire a cambiare la verità dei fatti – osservano i due consiglieri comunali – 
E’ inutile mistificare la realtà quando basta vedere che l’ospedale di Popoli è andato incontro ad una lenta morte, in quanto amministratori comunali non possiamo che sentirci arrabbiati per quanto fatto nella nostra terra, soprattutto ad una struttura così importante e vitale come l’ospedale.
Sono anni che cerchiamo risposte da parte delle istituzioni più autorevoli, che chiediamo una presa di posizione chiara ed efficace, eppure oltre alle passerelle elettorali nulla abbiamo ottenuto, questo rappresenta per noi e per tutto il territorio popolese una grave mancanza di rispetto”. A riprova della crisi grave che colpisce il territorio Lattanzio e Combattelli ricordano quei dati che ben evidenziano anche la lenta morte di questo territorio. Infatti nel 2016 all’ultimo censimento Popoli contava 5120 abitanti, oggi, ne conta 5038.
 “Tanto per ricordare che nel 2004 Popoli poteva contare su 5607 abitanti, la penalizzazione realizzata contro il nostro ospedale si è specchiata su tutta la cittadinanza, persino i più anziani preferiscono andare via per una realtà meno precaria e più sicura, in particolar modo sotto il punto di vista di poter contare su una struttura ospedaliera.
Naturalmente oltre al danno demografico si registra anche quello economico, strettamente correlato al primo.
L’ospedale di Popoli conta oggi 300 dipendenti, fino a pochi anni fa ne erano invece 800.
Il grosso bacino dato dalle occupazioni diventa fragile e precario.
Ogni anno si peggiora in maniera precipitosa, i cittadini dell’entroterra vengono effettivamente trattati come cittadini di serie B, si ragiona rispetto ai conti e alle cifre senza tenere minimamente conto delle vite umane e delle numerose ferite che si vanno ad instaurare in un territorio.
Allo stesso modo ne ha risentito il commercio con un impoverimento e le conseguenti chiusure.
Chi poteva fare ma non ha fatto deve sapere di aver contribuito effettivamente alla scadenza di una terra così fragile e necessaria come questa.
Alla luce di tutto ciò chiediamo al sindaco di impugnare al Tar la delibera di giunta con relativo atto aziendale, così da sollecitare la Regione a guida PD a rivedere l’atto coì come stabilisce la proroga per Popoli” concludono.