CENTRALE SNAM, “FERMA CONTRARIETA'” DEGLI STUDENTI DEL LICEO CLASSICO

“Noi studenti del liceo Classico di Sulmona dichiariamo alle istituzioni la nostra ferma contrarietà al progetto di centrale Snam: non possiamo rassegnarci ad assistere inermi alla morte del nostro territorio al quale siamo e rimarremo sempre legati, anche se alcuni di noi si allontaneranno da esso per motivi di studio o di lavoro”. Contro il progetto Snam scendono in campo i liceali. Secondo gli studenti, che hanno tenuto un’assemblea sulla vicenda del progetto Snam, quello che si prefigura “è l’ennesimo affronto al nostro territorio, questa volta ai danni di uno dei diritti imprescindibili: quello a vivere in un ambiente non inquinato, a tutela della salute collettiva. Proprio sulla difesa del Creato è intervenuto Papa Francesco con l’enciclica “Laudato sii” auspicando una ​conversione ecologica da parte di cittadini e istituzioni”. “Favorire uno sviluppo ecosostenibile è di particolare importanza in un periodo di grandi trasformazioni climatiche ed economiche come quello attuale: investire sulla produzione energetica da fonti fossili, proprio ora che il rinnovabile si sta conquistando un ruolo sempre maggiore, appare anacronistico – proseguono gli studenti – entro il 2040 l’Europa stima di ricavare il 70% dell’energia da fonti pulite, senza contare l’effetto che avrà sulla produzione energetica il progetto ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor) al quale l’Italia partecipa con ingenti investimenti ritagliandosi un ruolo leader. I membri del gruppo di ricerca ITER dichiarano che dal 2050 si potrà produrre energia pulita attraverso la fusione nucleare, utilizzando come materia prima l’idrogeno la cui disponibilità è praticamente illimitata, e che entro il secolo tale fonte di energia soppianterà le altre. A che scopo, dunque, compromettere la nostra terra per una tecnologia che fra pochi decenni risulterà obsoleta e che la Banca Mondiale non intende più finanziare a partire dal 2019? Perché costruire un nuovo gasdotto quando l’attuale rete di approvvigionamento risulta già sovradimensionata rispetto alle esigenze italiane? Le emissioni di monossido di carbonio e ossidi di azoto, legate all’attività della centrale, entrerebbero nel ciclo alimentare con gravi conseguenze sia per la salute dei cittadini sia per il turismo agroalimentare e per il commercio di prodotti tipici come l’aglio rosso di Sulmona a marchio P.A.T., bloccando completamente ogni possibilità di sviluppo economico del settore”. Nè gli studenti dimenticano “l’elevato rischio sismico del territorio peligno assolutamente incompatibile con la presenza di una mastodontica centrale di compressione e di un metanodotto che nel suo tratto Sulmona-Foligno attraverserebbe ben 14 faglie capaci, cioè in grado di produrre dislocazioni del terreno dell’ordine di diverse decine di centimetri, alle quali nessun impianto del genere, per quanto ben costruito, può resistere”. “La realizzazione della centrale rappresenta una spada di Damocle sulla vita di decine di migliaia di persone. Ma allora, a chi giova tutto ciò?” concludono i liceali avvertendo che “occorre tenere alta l’attenzione sul problema e sostenere i Comitati per l’Ambiente, ai quali va tutta la nostra gratitudine, che per anni hanno combattuto da soli e nella generale indifferenza una guerra impari contro una potentissima lobby economica. Abbiamo il dovere di difendere e aiutare la nostra terra con la stessa tenerezza e tenacia con cui difenderemmo una madre in difficoltà”.