CENTRALE SNAM, CELOTTO: ECCO COME SARA’ RICORSO AL TAR. IN COMMISSIONE AUDIZIONE DI ESPERTI E COMITATI (video)

“Per il ricorso puntiamo su tre motivazioni: la strategicità dell’opera, l’obsolescenza della tecnologia che sarà utilizzata per il funzionamento della centrale di compressione a Case Pente e la mobilitazione del territorio contrario all’opera”. L’avvocato Alfonso Celotto questa mattina ha spiegato l’impianto del ricorso al Tar Lazio sulla delibera del consiglio dei ministri che autorizza la realizzazione della centrale Snam, atto approvato il 22 dicembre scorso, provocando le dimissioni, poi ritirate, del sindaco Annamaria Casini. Celotto e i comitati cittadini ambientalisti si sono pronunciati sulla vicenda della centrale Snam e gasdotto nell’audizione in commissione Ambiente. “Non chiederemo per ora la sospensiva della delibera perché l’iter procedimentale non ancora si è concluso, non ricorre quindi il presupposto della lesività immediata” ha precisato l’avvocato. “I ricorsi della Regione e della Provincia sono importanti per far capire che il territorio è contrario. I ricorsi saranno procedimentali e quindi riguarderanno la corretta procedura della valutazione ambientale, la scadenza della valutazione ambientale, la strategicità dell’opera e ancora i punti di contenuto: la pericolosità dell’opera, la sismicità del territorio dove la centrale viene realizzata, la qualità dell’aria e anche l’obsolescenza della centrale per il fatto che sia stata pensata con un carburante il cui impiego alle tendenze europee. Quindi sarà anche utile considerare se andare in Corte costituzionale o in Corte di giustizia europea” ha proseguito Celotto. “Questo atto chiude la conferenza dei servizi ma non fa iniziare i lavori – ha spiegato l’avvocato – non è l’atto che crea immediatamente una lesività, per cui la sospensiva, che è uno strumento processuale, utilizzato per evitare un danno irreversibile immediato, qui ha poco senso. Rischierebbe di essere controproducente. Al momento che arriverà il decreto che dà il via libera all’opera, a quel punto s’interverrà con la richiesta di sospensiva immediata”. A proposito della petizione popolare, proposta dal sindaco Annamaria Casini, Celotto ha detto che “può essere utile ma l’importante è dimostrare che i territori sono tutti contrari”. Il medico Maurizio Cacchioni invece ha ribadito i rischi ambientali e a danno della salute dei cittadini che la centrale Snam provocherebbe. “Danni enormi vengono provocati dalle polveri sottili – ha spiegato Cacchioni – nelle città si chiudono i centri storici per le polveri sottili e sembrano sottovalutate invece nel caso della centrale”. Il medico ha ricordato che patologie gravi come quelle cardiovascolari, respiratorie e neoplastiche, i tumori, derivano dall’inalazione delle polveri sottili. Un rischio allarmante che sembra passare inosservato. Quindi sono intervenuti Francesco Aucone, geologo che ha elaborato un suo studio sulla sismicità del territorio, che in gran parte rivede analoghi studi compiuti da esperti incaricati dalla Snam, Giovanna Margadonna, portavoce dei comitati ambientalisti, Riccardo Verrocchi, del collettivo AltreMenti e Clotilde Iavarone, geologa e responsabile dell’associazione Orsa Pro Natura peligna, che hanno posto l’accento sulle ragioni dell’opposizione alla realizzazione della centrale. Successivamente l’avvocato Celotto ha incontrato i sindaci del territorio, per indicare anche a loro le linee fondamentali del ricorso al Tar.