“LIBERI E UGUALI” IN ABRUZZO RISCHIA DI PARTIRE CON IL PIEDE SBAGLIATO

Rischia di partire con il piede sbagliato la campagna elettorale in Abruzzo per la nuova formazione guidata dal presidente del Senato, Grasso “Liberi e Uguali”. Infatti il nuovo partito vorrebbe candidare in Abruzzo due nomi “blindati”, direttamente indicati dai vertici romani, nei collegi plurinominali della Camera: Chieti-Pescara e L’Aquila-Teramo. Per la componente di Sinistra italiana, verrebbe candidata la calabrese Celeste Costantino, 39 anni, originaria di Melito Porto Salvo, in provincia di Reggio Calabria e residente a Roma. Invece nel collegio plurinominale L’Aquila-Teramo, la casella della candidatura verrebbe occupata dall’avvocato molisano Danilo Leva, anche lui residente a Roma, parlamentare uscente del Pd, passato nel movimento Articolo 1. A questo punto Gianni Melilla sarebbe costretto a restare al palo. Negli ambienti di partito però è già aria di rivolta. I coordinatori regionali di Articolo 1 Mdp Abruzzo, Tommaso Di Febo e Fabio Ranieri hanno indirizzato un documento durissimo ai dirigenti nazionali, sostenuto da molte altre firme dei responsabili politici di Teramo, Pescara, L’Aquila e Chieti. “Le notizie che ci giungono in queste ore hanno creato sgomento, indignazione e rabbia in Abruzzo” si dice nel documento. In particolare candidare due capolista del proporzionale alla Camera dei deputati con una inaccettabile forzatura dal gruppo dirigente romano equivarrebbe ad infliggere una ferita profondissima sulla carne viva di un movimento appena nato. Questa la sostanza del documento di protesta e di sollecitazione verso i vertici nazionali di Liberi e Uguali. “Liberi e Uguali in Abruzzo ha una vasta base di militanti e di consenso attorno ad un gruppo dirigente giovane, autorevole e qualificato, formatosi in anni di battaglie politiche combattute sul campo” conclude il documento.