ECCO IL DOCUMENTO CHE I SINDACI CONSEGNERANNO AL PREMIER GENTILONI (video)

Un documento che sollecita il presidente del Consiglio dei ministri a revocare l’approvazione della realizzazione della centrale Snam insieme alle fasce tricolori saranno consegnati questa mattina dal sindaco di Sulmona, Annamaria Casini e da altri venti sindaci del Centro Abruzzo nelle mani del premier Paolo Gentiloni. Sono partiti alla volta di Roma, alle 8 di questa mattina, il sindaco Casini e gli altri sindaci del Centro Abruzzo per essere ricevuti a palazzo Chigi. Un viaggio della “speranza” ed una “missione” per la città e per l’intero territorio affinché sia revocato il provvedimento del Consiglio dei Ministri che approva il progetto di realizzazione della centrale a compressione Snam, nell’area di Case Pente. All’inizio del viaggio, in pullman, il sindaco Casini ha letto il documento, sottoscritto da tutti i sindaci del Centro Abruzzo. Nel documento i sindaci rivolgono un “accorato appello” al presidente del Consiglio, per “l’immediata sospensione delle attività in corso”, chiedendo a Gentiloni “di non procedere nella sottoscrizione dell’ultimo atto esecutivo autorizzatorio alla realizzazione dell’opera, di revocare l’atto prodotto lo scorso 22 dicembre dal Consiglio dei Ministri e dimostrare volontà risolutiva della grave problematica per un territorio montano di grande pregio ambientale ma altamente sismico, individuando una sede alternativa alla centrale ed un percorso alternativo al metanodotto Sulmona-Foligno assolutamente incompatibili con il nostro Centro Abruzzo”. In premessa il documento ricorda la netta contrarietà del Comune di Sulmona, dei comuni del comprensorio e della Regione Abruzzo alla realizzazione della centrale a compressione e riguardo al percorso del metanodotto. Una contrarietà espressa dal Comune di Sulmona in nove successive deliberazioni e dalla Regione con quattro deliberazioni del Consiglio regionale e cinque della stessa giunta regionale. Ancora una volta i sindaci hanno ricordato i danni da inquinamento e i gravissimi rischi ai quali il territorio andrebbe incontro con la presenza della centrale e del metanodotto a causa della sua alta sismicità. Come pure i sindaci, sulla base di chiari accertamenti scientifici, hanno ricordato come il percorso del metanodotto tocchi diverse zone nelle quali sono presenti faglie sismiche. Per questi motivi i sindaci invitano il Governo “a riconsiderare l’emergenza che scaturirebbe dalla costruzione di tale infrastruttura causando molteplici impatti negativi sotto il profilo ambientale, sociale, economico, sanitario e della sicurezza dei cittadini”.